17 dicembre 2018
Aggiornato 04:30

Manovra, solo critiche da Giorgia Meloni: «Il deficit fatto oggi ricadrà sui nostri figli»

La presidente di FdI «Spendere soldi in deficit significa imitare quanto fatto da Renzi». Poi incalza il governo sulle concessioni autostradali

Giorgia Meloni con Matteo Salvini ad Atreju
Giorgia Meloni con Matteo Salvini ad Atreju (ANSA/CLAUDIO PERI)

ROMA - «Per noi rimane ancora molto difficile fare un commento puntuale, aspettiamo di vedere il testo». Giorgia Meloni prende tempo prima di lanciarsi in un'analisi del Def. Ma mette le mani avanti: «Abbiamo visto e segnalato che c'è stato un cambio nella previsione delle risorse che verranno spese in deficit, però per noi il tema rimane come quei soldi vengono spesi: non è complessivamente una buona notizia se nella manovra c'è il reddito di cittadinanza e non c'è sostanzialmente nulla che riguardi il taglio delle tasse, la flat tax, una rivoluzione fiscale che è l'unica cosa che può favorire la crescita e il lavoro degli italiani».

«Il deficit ricadrà sui nostri figli»
«Il tema non è» ha aggiunto «quanto l'Italia intenda alzare la testa verso l'Europa quando sfora il rapporto deficit Pil. Noi parliamo dei soldi spesi in deficit come se fossero soldi che ci dà l'Europa. Invece noi dobbiamo sapere che il tema dei soldi spesi in deficit è un tema di rapporto tra noi e i nostri figli perché noi stiamo spendendo soldi che non ci sono per i quali stiamo sottoscrivendo delle cambiali. Si può fare se produce qualcosa che rimanga ai nostri figli, una ricchezza».

«Così non si crea ricchezza»
«Spedendo soldi in deficit» ha continuato nel suo attacco Giorgia Meloni «quanta ricchezza si crea? Se si fanno cose buone che rimettono in moto l'economia, che creano lavoro, producono infrastrutture e investimenti sono disponibile a spendere soldi in deficit indipendentemente da quello che dice l'Europa che con noi è rigida e con altri meno. Ma se i soldi si devono spendere come li ha spesi Renzi che ha buttato miliardi di euro che oggi stiamo pagando profumatamente in interessi sul debito pubblico per dare 500 euro agli studenti e tentare di comprarsi il loro voto per le elezioni politiche è un metodo che non condivido».

Poi la denuncia dello «scandalo» Autostrade
Terminate le critiche alla manovra, Giorgia Meloni passa a uno dei temi più caldi del momento: la situazione dei concessionari della rete autostradale: «Abbiamo scoperto che applicano delle royalty molto importanti a tutti coloro che svolgono servizi legati ai carburanti e ai servizi di ristorazione sulla rete autostradale italiana: questo comporta che i prezzi dei carburanti e dei servizi di ristorazione siano sensibilmente più alti rispetto alla media nazionale e le royalty che applicano pesano 5 miliardi di euro solo egli utlimi 15 anni». 

«Cosa intende fare il governo?»
«Sono soldi» ha osservato Meloni «che arricchiscono ulteriormente chi già guadagna migliaia e migliaia di euro senza fare niente, comodamente seduto su un pozzo di petrolio rappresentato dalle autostrade italiane costruite con i soldi italiani, non bastano i soldi dei pedaggi più alti d'Europa, ora scopriamo che altri miliardi di euro vanno a finire nelle casse delle concessionarie. Abbiamo chiesto a Di Maio se corrisponda al vero, è uno studio che abbiamo fatto. Gli abbiamo chiesto cosa intende fare per evitare questa ennesima speculazione, vogliamo sapere se è corretto che vengano applicate royalties così alte e cosa il governo intende fare per impedirlo».