22 ottobre 2018
Aggiornato 07:30

Manovra, Conte all'attacco: «Gli ultimi diventano i primi. Non abbiamo paura del cambiamento»

Il premier difende il reddito di cittadinanza: «Non è assistenzialismo. Abbiamo l'obbligo morale di dare risposte alle persone finora inascoltate"
Giuseppe Conte per la celebrazione per la festa di San Francesco d'Assisi Patrono d'Italia, Assisi (Perugia), 4 ottobre 2018
Giuseppe Conte per la celebrazione per la festa di San Francesco d'Assisi Patrono d'Italia, Assisi (Perugia), 4 ottobre 2018 (ANSA/ CROCCHIONI)

ASSISI - Ha scelto un'occasione simbolica, le celebrazioni per San Francesco, patrono d'Italia. E un luogo attrettando pieno di significato, la Loggia del Sacro convento di Assisi. L'intervento di Giuseppe Conte guarda negli occhi la povertà. E punta dritto a difendere una delle misure più discusse della prima manovra finanziaria del suo governo: il reddito di cittadinanza. «Siamo qui a celebrare la giornata della pace e del dialogo, valori che consideriamo essenziali. E festeggiamo San Francesco d'Assisi, il patrono della nostra Italia, un Paese ammirato e apprezzato nel mondo per la sue bellezze, per i suoi paesaggi, per le mille ricchezze artistiche custodite in ogni piega della nostra penisola. È un'Italia di cui essere orgogliosi e che tutti dobbiamo gelosamente preservare, ma soprattutto è un'Italia che merita un futuro di crescita e di prosperità. Ed è quello per cui stiamo lavorando».

«Con noi gli ultimi diventano i primi»
«San Francesco, con la sua personale testimonianza di vita, ha dato attuazione» ha sostenuto il capo del Governo «al messaggio più rivoluzionario mai concepito dall'antichità ai nostri giorni: gli ultimi diventano i primi. È un principio dal valore universale, dotato di una incredibile forza evocativa, che dovrebbe guidare tutti coloro che amministrano la res publica, orientandone l'azione verso il bene comune. È un messaggio che ci insegna che del cambiamento non bisogna aver paura e che quando l'obiettivo per cui si lavora è il bene della comunità bisogna avere il coraggio di sostenere le proprie idee e le proprie azioni fino in fondo. Anche quando quelle idee saranno contestate, avversate, ostacolate».

«Orgoglioso del reddito cittadinanza»
«In queste settimane abbiamo lavorato intensamente per progettare la società che vogliamo» ha spiegato Conte. «Non ci siamo limitati ad approvare un mero documento contabile, in cui inserire numeri e calcoli algebrici. Abbiamo delineato un programma di riforme avendo cura dei bisogni delle persone. Pensando a loro abbiamo progettato misure volte a garantire equità e sviluppo sociale». E proprio «pensando alle persone più svantaggiate abbiamo adottato una riforma di cui sono particolarmente orgoglioso, il reddito di cittadinanza. Non offriamo un sussidio assistenziale. Facciamo scoccare la scintilla che consentirà di rendere pienamente partecipi della nostra comunità politica, economica e sociale tante persone che in questo momento ne sono escluse».

A cosa servirà il reddito di cittadinanza
Secondo Conte «il reddito di cittadinanza contribuirà a offrire un'opportunità di lavoro ai tanti giovani costretti al dilemma: se fuggire dalla propria terra e dai propri cari oppure rassegnarsi alla mortificazione di non avere un lavoro e un'indipendenza economica; contribuirà a offrire un sostegno a quei genitori che non riescono a garantire gli studi ai propri figli e ai tanti che non hanno i soldi per curarsi o comprare le medicine; contribuirà a sollevare dalla soglia della povertà oltre cinque milioni di persone».

«Finalmente un governo che guarda alle persone»
«Abbiamo pensato» ha sostenuto ancora il capo del Governo «ai bisogni delle persone elevando le pensioni minime e riparando alle ingiustizie prodotte dalla legge Fornero. Offriamo anche un ristoro a chi aveva messo da parte dei risparmi, frutto di una vita di sacrifici, e poi ha perso tutto in seguito ai gravi fallimenti bancari. Avvertiamo l'obbligo morale, prima che politico, di dare risposte a queste persone che per lungo tempo sono rimate inascoltate».