18 dicembre 2018
Aggiornato 20:30

Il sindaco amico dei migranti arrestato per immigrazione clandestina

Mimmo Lucano, primo cittadino di Riace che aveva lanciato il modello dell'accoglienza nella sua città, è finito agli arresti domiciliari con l'accusa di favoreggiamento

Il sindaco di Riace, Domenico Mimmo Lucano, in una foto di archivio
Il sindaco di Riace, Domenico Mimmo Lucano, in una foto di archivio (Cesare Abbate | ANSA)

RIACE – Il sindaco di Riace Domenico Lucano, noto per le sue attività di integrazione dei migranti che pretendevano di fare della sua città un modello, è da stamani agli arresti domiciliari. L'ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari di Locri su richiesta della Procura riguarda anche la sua compagna Tesfahun Lemlem, per la quale è stata disposta il divieto di dimora. I provvedimenti sono stati eseguiti all'alba dalla Guardia di Finanza del gruppo di Locri nell'ambito dell'operazione denominata Xenia. A Lucano vengono contestati i reati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.

L'andamento dell'inchiesta
La misura cautelare rappresenta l'epilogo di approfondite indagini, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Locri, svolte in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal ministero dell'Interno e dalla prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l'accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico.

Salvini rilancia la notizia
Non si è fatta attendere la reazione mediatica del ministro dell'Interno Matteo Salvini, con il quale Mimmo Lucano aveva in più occasioni polemizzato proprio sul tema dei profughi. «Accidenti, chissà cosa diranno adesso Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati!», ha scritto su Facebook il leader della Lega.