17 dicembre 2018
Aggiornato 11:30

Lega e M5s si schierano con Orban. Ma Giorgia Meloni attacca: «Supercazzola»

I capigruppo alla Camera delle due forze politiche hanno presentato una mozione alla Camera. La leader di Fdi però attacca: «Qual è la posizione del governo?»

Matteo Salvini e il premier ungherese Viktor Orban
Matteo Salvini e il premier ungherese Viktor Orban (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

ROMA - Stop alle sanzioni verso l'Ungheria di Viktor Orban se il Consiglio europeo verificherà che non esiste il rischio di violazione grave dei valori su cui si fonda l'Ue. Questo l'impegno chiesto al governo in una mozione firmata dai capigruppo M5s e Lega, Francesco D'Uva e Riccardo Molinari, approvata oggi in aula alla Camera, con il parere favorevole del governo, con 273 sì e 234 no. Bocciate col parere contrario dell'esecutivo le altre mozioni: quella di Delrio (Pd), quella di Fratelli d'Italia e quella di Forza Itala. Il documento approvato dall'assemblea di Montecitorio è il frutto di una sintesi trovata dalla maggioranza gialloverde su un tema che al Parlamento europeo il 12 settembre scorso aveva diviso M5s e Lega: di qua il Carroccio contrario alla risoluzione (approvata con 448 voti a favore, 197 contrari e 48 astenuti) che invitava il Consiglio europeo a constatare, a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, del Trattato sull'Unione europea, l'esistenza di un evidente rischio di violazione grave da parte dell'Ungheria dei valori su cui si fonda l'Unione; di là M5s a favore come la maggioranza dell'assemblea plenaria di Strasburgo.

La mozione e l'appello al governo
La mozione-sintesi passata oggi «impegna il governo ad attivarsi affiché il Consiglio dell'Unione europea accerti che i motivi che si ritiene siano all'origine della procedura di cui all'articolo 7, paragrafo 1, del Tue nei confronti dell'Ungheria non siano venuti meno e, nel caso non fossero più validi, affiché sia chiusa celermente la procedura stessa, in quanto infondata». Una sintesi che però non sembra aver convinto tutti visto che è stata approvata con soli 29 voti di scarto: alla maggioranza M5s-Lega, che viaggia su quota 346 deputati, sono mancati infatti ben 73 voti.

La Lega: «Rispettare la volontà popolare»
 «M5s e Lega hanno ribadito l'importanza dell'articolo 2 del Trattato ma anche la sovranità e l'indipendenza degli Stati membri» ha spiegato durante le dichiarazioni di voto il deputato della Lega Marco Maggioni. «Crediamo che l'attivazione dell'articolo 7» ha proseguito Maggioni «è una procedura che rischia di innescare pericolosi precedenti perché nel ribadire i contenuti dell'articolo 2 del trattato è chiaro che con l'articolo 7 si rischia di entrare nella vita democratica dei paesi membri. Polonia e Ungheria hanno fatto modifiche costituzionali con un governo democraticamente eletto. In democrazia il popolo vota, i contenuti dell'articolo 2 del trattato non possiamo tirarli in ballo a seconda delle convenienze». L'articolo 2 del Trattato dell'Unione europea, inserito nelle premesse della mozione M5s-Lega approvata, «indica lo stato di diritto quale pilastro su cui si fonda l'Unione, insieme al rispetto della dignità umana, alla libertà, alla democrazia, all'uguaglianza, al rispetto dei diritti umani, comprese le persone appartenenti a minoranze. Nel complesso questi valori costituiscono il fondamento dei diritti di cui godono quanti vivono nell'Ue».

I motivi del voto a favore del M5s
Per Rosalba De Giorgi, deputata M5s intervenuta nelle dichiarazioni di voto, «il rispetto della dignità umana e dello stato di diritto deve essere comune a tutti gli stati membri: se uno solo di questi diritti viene violato a trovarsi in pericolo è l'intera Unione. Arrivano segnali inquietanti da certe aree geografiche, si fanno largo frange politiche estremiste e questo non depone per la stabilità dell'Ue che di tutto ha bisogno tranne che di incertezza. Orban non ha voluto collaboarre con l'Italia nella gestione dei flussi migratori, ma lo stesso atteggiamento c'è stato da Merkel e Macron. E agli ipocriti che attaccano Orban ricordiamo che siede nello stesso gruppo della Merkel al Parlamento europeo».

La rabbia di Giorgia Meloni: «Supercazzola»
Chi non ha mandato giù l'asse Lega-M5s è Giorgia Meloni che, durante il suo intervento, ha tuonato: «Possiamo sapere se il governo italiano voterà sì o no? Possiamo sapere se la sua posizione è quella della Lega, che sostiene le politiche di Viktor Orbán, o quella del MoVimento 5 Stelle, che considera una vergogna europea la vittoria democratica, in libere elezioni, di Viktor Orbán? Possiamo saperlo? Perché il voto dell'Italia sarà determinante, e non si può fare un'altra supercazzola». Secondo la mozione presentata da Fdi e bocciata dall'assemblea di Montecitorio il governo italiano avrebbe dovuto impegnarsi «ad assumere, in ogni sede competente e, in particolare, in seno al Consiglio europeo, una netta posizione a favore del Governo ungherese e del suo incomprimibile diritto a determinarsi liberamente in ordine alle politiche della sicurezza e dell'immigrazione».