12 dicembre 2019
Aggiornato 05:00

«Non sono 'l'ex Grande Fratello' ma un professionista»: Casalino difende il suo stipendio da 6mila euro al mese

Il portavoce del premier Conte si sfoga in un'intervista al Corriere della Sera: «Dirigo trenta persone e sono reperibile giorno e notte, sette giorni su sette»

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il portavoce Rocco Casalino
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il portavoce Rocco Casalino ANSA

ROMA - «Sono portavoce e capo ufficio stampa, dirigo una trentina di persone, sono reperibile giorno e notte, sette giorni su sette, lavoro 13-14 ore al giorno. Sempre. Ho responsabilità enormi, nelle mie mani c'è la comunicazione di Palazzo Chigi»: Rocco Casalino replica così alle polemiche sul suo supercompenso in una intervista al Corriere della sera. Il portavoce del presidente del Consiglio parla di «meritocrazia», e snocciola il suo curriculum: «Sono ingegnere elettronico e giornalista professionista, parlo 4 lingue. Ho diretto per 4 anni l'ufficio comunicazione M5S del Senato e sono stato il capo comunicazione di una campagna elettorale al termine della quale il Movimento ha preso quasi il 33 per cento». Poi accusa: «È evidente che con me si sta giocando sporco".

«Non sono 'l'ex del Grande Fratello'»
«Nei miei confronti» sostiene Casalino «ci sono sempre stati attacchi eccessivi. Dopo 20 anni ancora si parla di me come di quello che ha partecipato a un reality, come se nella mia vita non avessi fatto altro. E invece per arrivare dove sono ho sempre studiato e lavorato tanto e onestamente». E in sua difesa è intervenuto drettamente il presidente del Consiglio, che tramite una nota di Palazzo Chigi, denuncia: «In merito alle notizie di stampa relative alla retribuzione del portavoce del presidente e capo dell'Ufficio stampa, Rocco Casalino, si precisa che tale retribuzione è in linea con quella dei dirigenti con medesimo incarico nominati dai Governi precedenti e inferiore del 30% rispetto al tetto massimo per le retribuzioni dei dirigenti pubblici previsto dalla normativa vigente (240mila euro lordi annui)».

I due lavori di Casalino
«Si fa presente, inoltre» si sottolinea nella nota «che la concentrazione dei due ruoli, portavoce e capo dell'Ufficio stampa, in capo all'ing. Casalino ha determinato un risparmio stimabile nella retribuzione fondamentale di un dirigente di I fascia pari a circa 90 mila euro. In merito al confronto effettuato da alcune testate giornalistiche in relazione alla retribuzione del portavoce rispetto a quella dello stesso presidente Conte, si sottolinea, tra l'altro, che tale confronto non trova alcun fondamento di natura giuridica e funzionale, dovendosi ben distinguere il ruolo del vertice politico da quello del vertice amministrativo e degli uffici di diretta collaborazione». Inoltre, «a scopo meramente chiarificatore si evidenzia che, solo a Palazzo Chigi, sono molti i dirigenti che godono di una retribuzione superiore a quella del capo dell'esecutivo e centinaia se si considerano tutte le altre amministrazioni dello Stato», conclude la nota.

Anche Di Maio difende Casalino
«Per quel che mi riguarda quello è sempre stato lo stipendio per quel ruolo a Palazzo Chigi. Oggi si è scoperto quanto guadagna quella persona perché è quella persona, ma tutti gli altri portavoce dei presidenti del Consiglio non sono mai stati portati in auge in negativo in questo modo. Poi è singolare perchè ci attaccano in questo momento quei partiti come il Pd che oggi scopriamo hanno il tesoriere indagato». Questa la secca replica del vicepremier, Luigi di Maio, a Radio anch'io. «Quello è uno stipendio indicato per Palazzo Chigi», quello è lo stipendio «più basso rispetto ai 240mila euro» che è il «tetto massimo. Poi» ha proseguito il vicepremier «ognuno può farsi la sua idea. Io ho sempre detto che i politici devono guadagnare di meno». Per quanto riguarda «le figure tecniche che lavorano con noi si adeguano a quelli che sono i contratti stipendiali per quei ruoli. Quindi se guadagna quello e guadagna più del presidente del consiglio, guadagna più di me, allora questo dimostra che noi continuiamo a mantenere basso l'emolumento dei politici».