19 settembre 2018
Aggiornato 20:00

La Tunisia stoppa il piano Salvini: «Nessun rimpatrio lampo per i clandestini»

Il ministero dell'Interno aveva ipotizzato di organizzare un charter per trasferire immediatamente i 184 migranti sbarcati a Lampedusa. Ma Tunisi frena
Il ministro dell'Interno e segretario della Lega Matteo Salvini in conferenza stampa a Vienna
Il ministro dell'Interno e segretario della Lega Matteo Salvini in conferenza stampa a Vienna (EPA/FLORIAN WIESER)

ROMA – La Tunisia chiude le porte. Arriva un secco no, dallo Stato tunisino, all'ipotesi avanzata ieri dal ministero dell'Interno: quella di un rimpatrio lampo dei 184 migranti tunisini prima rifiutati da Malta e poi sbarcati giovedì scorso a Lampedusa. Sfruttando l'accordo di collaborazione stretto tra Roma e Tunisi, infatti, il Viminale aveva avanzato la proposta di organizzare un volo charter per rimandare i clandestini direttamente a casa, in brevissimo tempo.

Tutto come al solito
Un'idea che non sembra piaciuta ai nordafricani, che hanno richiesto invece di adottare la procedura ordinaria: ovvero il trasferimento di 80 stranieri a settimana con due voli, uno in programma ogni lunedì e uno ogni giovedì. Insomma, la Tunisia non sembra aver intenzione di modificare l'accordo attualmente in vigore, a meno di ulteriori trattative informali. Il ministero dell'Interno, però, mette in chiaro: «Ricordiamo che ogni settimana partono due voli charter per rimpatriare cittadini tunisini, nel rispetto degli accordi con le autorità locali – si legge in una nota – L'intento del governo è rimpatriare velocemente le persone arrivate in Italia nelle ultime ore».

Negoziati tra ministri
Intanto, Matteo Salvini ha sentito oggi il ministro tunisino e si recherà nel paese nordafricano nei prossimi giorni. Lo ha detto lo stesso ministro dell'Interno, vicepremier e segretario della Lega, in una conferenza stampa da Vienna il collega ministro dell'Interno austriaco Kickl trasmessa in streaming sulla pagina Facebook dello stesso Salvini: «Sarà il mio prossimo viaggio entro i prossimi giorni, la Tunisia è primo paese per arrivi quest'anno e voglio capire come aiutare loro stessi e noi». Il vicepremier, insomma, prosegue dritto per la sua strada e potrebbe presto giungere ad un'ulteriore intesa sui rimpatri con Tunisi.