16 novembre 2018
Aggiornato 23:00

Disse «la Lega è razzista»: Kyenge finisce a processo

L'ex ministro dell'Integrazione è stata querelata per diffamazione dal leader del Carroccio, Matteo Salvini. Oggi la prima udienza nel tribunale di Piacenza
L'europarlamentare del Partito democratico Cecile Kyenge
L'europarlamentare del Partito democratico Cecile Kyenge (ANSA/ FABRIZIO PETRANGELI)

PIACENZA – L'europarlamentare del Partito democratico Cecile Kyenge è finita a giudizio davanti al tribunale di Piacenza per diffamazione, a seguito di una querela presentata dal segretario della Lega, e attuale vicepremier e ministro dell'interno, Matteo Salvini. In particolare la Kyenge accusò, durante un comizio alla festa dell'Unità di Fontevivo (Parma), la Lega di essere razzista.

L'episodio incriminato
Il motivo dell'intemerata dell'allora ministro per l'Integrazione fu una foto pubblicata su Facebook da Fabio Rainieri, politico parmense e all'epoca segretario della Lega Nord dell'Emilia, in cui la stessa Kyenge veniva paragonata ad un orango. «La Lega è razzista», reagì lei, finendo così querelata per diffamazione.

Udienza inaugurale
Oggi in tribunale, a Piacenza, si è aperto il processo con la prima udienza. «Ho deciso di rinunciare alla mia immunità parlamentare perché penso che i politici debbano assumersi le proprie responsabilità», ha dichiarato Kyenge poco prima di entrare in aula a Piacenza. Questa mattina Matteo Salvini e il partito si sono costituiti parte civile. Secondo quanto riferito non sono state accolte le eccezioni della difesa dell'ex ministro, che si opponeva all'ammissione delle parti civili. La difesa ha chiesto di poter sentire (quali parti coinvolte nel processo) sia l'esponente dem che il ministro dell'Interno. L'inquilino del Viminale è difeso dall'avvocato Claudia Eccher. Al termine dell'udienza, durata circa un'ora e concentrata su aspetti procedurali, la Kyenge ha pubblicato un post provocatorio su Facebook: «La Lega è razzista? Giudicate voi», scrive sopra un’immagine che riporta alcuni titoli di giornali con dichiarazioni molto forti di esponenti leghisti.