15 settembre 2019
Aggiornato 10:00
Fondi Lega

Boschi, Renzi e Boldrini lanciano l'hashtag #LegaLadrona

Esponenti del centrosinistra scatenati dopo il pronunciamento del Tribunale del Riesame di Genova che dà il via al sequestro dei beni del Carroccio

ROMA - «Mi hanno massacrata due anni per un incontro con un dirigente di banca. Per un incontro! Se invece rubassi 49 milioni e mi rifiutassi di restituirli, cosa mi farebbero?». Con questo messaggio tra l'ironico e il polemico su Twitter Maria Elena Boschi, già ministro nel governo Renzi e poi sottosegretaria alla presidenza con il governo Gentiloni, si scagla contro Matteo Salvini e la Lega, facendo rimbalzare l'  l'hashtag #LegaLadrona. Duro anche il commento di Matteo Renzi, sempre su Twitter: «Ufficiale. La #LegaLadrona ha fatto sparire 49milioni. Salvini dice: 'mi spiace, non li ho più, ma tanto gli italiani sono con noi'. Ma come? Qui si parla di SENTENZE, non di sondaggi. Un ministro non rispetta una sentenza? E i cinque stelle? Tutti zitti per tenersi la poltrona?». Laura Boldrini chiama invece in causa direttamente l'avvocato Giuseppe Conte: «Il Tribunale del riesame conferma che la Lega di Salvini ha sottratto 49 milioni allo Stato. Chiedo all'avvocato del popolo italiano' Giuseppe Conte e al paladino dell'onestà Luigi Di Maio di prendere le difese dei cittadini, ai quali questi soldi sono stati sottratti». 

La replica di Salvini: «Temete l'ira dei giusti»
Ma Matteo Salvini non ha nessuna intenzione di mollare. anzi. Per rispondere alle decisioni della magistratura, ultima la sentenza sui fondi della Lega, cita la Bibbia: «Temete l'ira dei giusti. Lavoro per la sicurezza degli Italiani e mi indagano per sequestro di persona (30 anni di carcere), lavoro per cambiare l'Italia e l'Europa e mi bloccano tutti i conti correnti, per presunti errori di dieci anni fa. Se qualcuno pensa di fermarmi o spaventarmi ha capito male io non mollo e lavoro con ancora più voglia. Sorridente e incazzato».

Di Maio non abbandona l'alleato di governo
Chiamato in causa da più parti, Luigi Di Maio non ha nessuna intenzione di abbandonare l'alleato di governo. Per il capo politico del Movimento 5 stelle la vicenda dei fondi della Lega «riguarda il periodo antecedente alla gestione Salvini» e, pertanto, «si va avanti». Parole chiare, a margine della sottoscrizione dell'accordo sull'Ilva di Taranto. «La sentenza - ha poi precisato - fornisce ai magistrati tutti gli strumenti per reperire i soldi. Il tema è se ci siano oppure no. Come ho sempre detto i fatti per cui è accusata la Lega non riguardano la gestione Salvini. Sappiamo benissimo che c'è la sentenza, ma si va avanti».