16 novembre 2018
Aggiornato 14:30

Perse le tracce di 40 migranti sbarcati dalla Diciotti. "Perché hanno rifiutato vitto e alloggio se erano così disperati?"

Erano tutti destinati a varie diocesi, secondo gli accordi presi dalla Cei col ministero dell'Interno. Eppure hanno preferito scappare
Migranti sbarcano dalla nave Diciotti
Migranti sbarcano dalla nave Diciotti (ANSA/ORIETTA SCARDINO)

ROMA - Dei 40 migranti sbarcati dalla Diciotti e di cui si sono perse le tracce, 36 erano ospitati a Rocca di Papa e 4 a Messina. Lo rivelano fonti del Viminale. Stando alla versione ufficiale del ministero, sei si sono allontanati il primo giorno di trasferimento al Centro accoglienza di Rocca di Papa, due eritrei, destinati alla diocesi di Firenze, si sono allontanati il 2 settembre, altri 19, il cui allontanamento è stato riscontrato il 3 settembre, 13 ieri. Erano tutti destinati a varie diocesi, secondo gli accordi presi dalla Cei col ministero dell'Interno. "Si sono già dileguati 40 dei 144 immigrati maggiorenni sbarcati dalla Diciotti e affidati alla Cei o al centro di Messina. Ricordiamo che, per la legge, queste persone hanno libertà di movimento e quindi non sono sottoposte alla sorveglianza dello Stato" commentano a caldo i sottosegretari all'Interno, Stefano Candiani e Nicola Molteni. "Erano così disperate - hanno poi aggiunto - che hanno preferito rinunciare a vitto e alloggio garantiti per andare chissà dove. È l'ennesima prova che chi sbarca in Italia non sempre scappa dalla fame e dalla guerra, nonostante le bugie della sinistra e di chi usa gli immigrati per fare business".

Sbarchi ancora in calo
Intanto, il Viminale rende noto che gli sbarchi di migranti sono ancora in calo ad agosto: secondo i dati diffusi dal Ministero dell'Interno, lo scorso mese sono stati 1.491 i migranti arrivati via mare in Italia, rispetto ai 4.317 di agosto 2017 (-2.826 persone, -65,4%). "Il dato di un anno fa faceva dire al Pd 'abbiamo fermato gli sbarchi, l'emergenza è finita'. Col nostro governo stiamo dimostrando che si può fare di più e meglio. E ora vogliamo moltiplicare le espulsioni. Dalle parole ai fatti", commenta in una nota il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Meno richieste d'asilo 
Inoltre, dalla nuova Direttiva del Ministero sul diritto d'asilo, firmata da Matteo Salvini lo scorso 4 luglio, le richieste pendenti sono passate da 131.746 (5 giugno) a 123.388 (31 agosto): sono state 14.367 le decisioni adottate dal 5 luglio al 31 agosto, di cui 1.041 per status di rifugiato (7%); 538 per protezione sussidiaria (4%); 2.759 per protezione umanitaria (19%: al 5 luglio era al 28%). E' il bilancio diffuso dal Viminale. Il Ministero fa anche sapere che i migranti "denegati", ai quali è stata data risposta definitivamente negativa alla richiesta di protezione internazionale, dall'1 gennaio al 5 luglio sono stati 26.462, 34.609 dall'1 gennaio al 31 agosto e 8.147 dal 5 luglio al 31 agosto. Gli irreperibili, infine, sono 4.858.

Salvini propone più espulsioni e una conferenza con Blair
Ora Matteo Salvini è al lavoro per ridurre i tempi: "Tempi più rapidi e minori costi: ora siamo al lavoro per aumentare espulsioni, cosa che chi mi ha preceduto purtroppo non ha fatto" dichiara il ministro, che intanto ha proposto una conferenza sullo sviluppo e gli investimenti in Africa nientemeno che all'ex premier britannico Tony Blair. "Positivo e lungo incontro con l'ex premier britannico Tony Blair su immigrazione, Brexit, politiche energetiche. Ho proposto una conferenza su sviluppo e investimenti per l'Africa e, in generale, abbiamo apprezzato la comune volontà di fare cose concrete" ha detto Salvini in una nota al termine dell'incontro con l'ex premier inglese.