24 luglio 2019
Aggiornato 08:00

Meloni contro Macron: Salvini ha un'alleata 'antifrancese' anche in Italia

La leader di Fratelli d'Italia si scaglia contro il presidente fracese: «Sui migranti abbia il pudore di tacere». Ma sulla politica del governo c'è ancora distanza

Giorgia Meloni e Matteo Salvini al Quirinale
Giorgia Meloni e Matteo Salvini al Quirinale ANSA

ROMA - Le due linee, quella di Fratelli d'Italia e quella della Lega, ancora non si incontrano ma non sono più così 'rette' come qualche tempo fa. Le Europee si avvicinano, l'idea di un polo sovranista non dispiace in casa Fdi. Soprattutto, Forza Italia continua a essere troppo 'europeista', spesso schiacciata su posizioni da Partito democratico. Così l'idea di una sorta di seconda gamba in appoggio a Matteo Salvini inizia a farsi strada. E non è un caso che nelle ore successive all'incontro di Milano tra il leader della Lega e il presidente ungherese Viktor Orban, Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia si siano scagliati, proprio come il 'capitano' del Carroccio, contro Emmanuel Macron.

L'attacco di Giorgia Meloni a Macron
«Macron abbia il pudore di tacere, il caos immigrazione è colpa della Francia» ha tuonato su Facebook Giorgia Meloni, che è tornata di qualche anno indietro, ricordando «l'attacco alla Libia voluto dal Napoleone da operetta Sarkozy in chiave anti italiana» per poi tornare allo «sfruttamento dell'Africa che la Francia continua vergognosamente a fare fin dall'epoca coloniale». Per la presidente di Fratelli d'Italia «sono questi comportamenti da sciacalli che spaccano l'Europa, non chi vuole difendere la propria nazione».

Meloni e la difesa dell'Africa
Ed è proprio sul tema della colonizzazione che Giorgia Meloni attacca, in un altro post su Facebook, la Francia. A corredo di una mappa con le ricchezze del 'continente nero', la leader di Fdi si chiede «perché un continente così ricco di risorse naturali è anche così povero?». La risposta: «Perché quelle terre vengono depredate da multinazionali e governi come quello francese, che con la sua politica neocoloniale si accaparra materie prime e terre rare causando disastri ambientali e desertificazione. 14 stati africani pagano ancora il pizzo alla 'madrepatria' attraverso il Franco CFA. La Francia dell'ex banchiere Macron, con il suo neocolonialismo predatorio è una delle maggiori cause dell'immigrazione e invece di farsi carico dei danni che crea chiude le frontiere. Dovrebbe avere la decenza di starsene in silenzio».

Ma le divergenze con 'Salvini ministro' restano
Ma per un asse comune, un'alleanza, chiamatela come volete, con Matteo Salvini alle prossime Europee la strada da fare è ancora tanta. «Non condivido la proposta del governo italiano all'Europa di rivedere la missione Sophia per distribuire gli immigrati tra tutti i porti europei, tanto per continuare in altra forma l'invasione e l'islamizzazione dell'Europa» ha spiegato Giorgia Meloni. «La proposta di Fratelli d'Italia è molto diversa: sostituire le missioni di raccolta gommoni con una missione europea per un blocco navale al largo delle coste libiche. Noi non ci rassegniamo all'invasione».

L'ultima proposta di Salvini all'Ue
Sulla gestione dell'emergenza migranti «stiamo facendo un sacco di proposte all'Europa: per il momento stiamo raccogliendo una sequela infinita di no, da Macron e dagli altri, abbiamo quasi esaurito i bonus dei no a disposizione, poi faremo da soli. Non ci mancano le idee e la fantasia» ha spiegato il ministro dell'Interno Matteo Salvini, a Venezia a margine della firma del nuovo protocollo legalità per la Pedemontana Veneta con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. In particolare sulla missione Sophia, ha detto Salvini, «abbiamo chiesto come estremo gesto di volontà quantomeno la condivisione dei porti di sbarco, perchè noi ci facciamo carico di salvare decine di migliaia di vite umane», ma «se arriverà l'ennesimo no dovremo valutare l'opportunità di continuare a spendere soldi, per una missione che sulla carta è internazionale, ma che poi in sostanza tutti gli oneri sono a carico di 60 milioni di italiani».