21 marzo 2019
Aggiornato 09:00
Costi della politica

Tagliare gli stipendi ai parlamentari che lavorano poco: ma è scontro tra Senato e M5s

A lanciare l'idea la presidente del Senato, Casellati. Ma il M5s critica: «Proprio lei che ha stoppato il taglio dei vitalizi?»

Sergio Mattarella con Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico
Sergio Mattarella con Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico

ROMA - Ridurre i costi della politica, partendo da «una logica meritocratica e di responsabilità», che leghi il trattamento economico dei parlamentari «alla presenza e alla produttività». Insomma, «chi si assenta, chi non lavora deve guadagnare di meno». Lo afferma il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati in una intervista a Economy, nella quale tocca anche il tema dei vitalizi che sarà affrontato, assicura, entro il 2018 ma valutando «merito e metodo» per non esporsi a bocciature da parte della Consulta. Per Casellati l'obiettivo è quello di «ridurre i costi in una logica meritocratica e di responsabilità», partendo da «un approfondimento» per l'introduzione al Senato di «un meccanismo ancora più stringente tra trattamento economico dei parlamentari e loro presenza e produttività. A partire da una reale penalizzazione per ogni assenza in aula o in commissione». 

Chi si assenta, guadagna meno
«Chi si assenta, chi non lavora deve guadagnare di meno». In questa fase, spiega Maria Elisabetta Alberti Casellati, «stiamo facendo tutti gli approfondimenti del caso, anche per capire come potrebbero essere calibrate le nuove misure e quali saranno nel concreto i risparmi. La mia proposta», ha assicurato, «la condividerò, come è giusto che sia, con tutti i senatori».

Lo scontro con il M5s
Non proprio a sorpresa, il M5s non ha preso bene la proposta dlela presidente del Senato che ha ribadito come «la questione del contenimento dei costi non è nuova. Non attiene solo alla maggioranza e non riguarda solo i vitalizi. Il tema centrale piuttosto è individuare e quindi eliminare eventuali situazioni di privilegio». Parole che hanno fatto saltare sulla sedia gli esponenti del Movimento alle prese, ormai da mesi, con la battaglia del taglio dei vitalizi. Ed è qui che si apre lo scontro con la presidente del Senato che ha posto una domanda decisamente scomoda: «Avrebbe senso tagliarli con un provvedimento che poi magari dopo pochi mesi dovesse essere bocciato nei vari ricorsi che già sono stati annunciati? Io non credo. La Camera ha deliberato autonomamente e la nuova disciplina entrerà in vigore nel 2019. Anche in Senato rispetteremo la stessa tempistica dopo però aver valutato con attenzione sia il metodo sia il merito della questione, così come deciso dal Consiglio di presidenza».

La replica di Patuanelli (M5s) 
«La presidente Casellati, in un'intervista, parla di costi del Senato e spiega che bisogna individuare e eliminare eventuali situazioni di privilegio. Noi da inizio legislatura chiediamo di tagliare subito il grande e insopportabile privilegio dei vitalizi degli ex parlamentari. Ci siamo battuti tutta l'estate affinché si procedesse anche al Senato, dopo la Camera. Si è voluto prendere tempo, aspettare, rimandare». Questa la risposta in una nota del capogruppo del M5S al Senato, Stefano Patuanelli. «Leggere che la Casellati sottolinea la necessità di altre valutazione sul metodo e sul merito, così come deciso dal Consiglio di Presidenza, ci lascia attoniti». 

La situazione sul taglio dei vitalizi
«Nelle scorse settimane» ha spiegato Patuanelli «è arrivato anche il parere del Consiglio di Stato, che ci dà il via libera. Non c'è più niente da aspettare o analizzare: c'è da decidere! Il testo approvato alla Camera e proposto dal presidente Fico, che le abbiamo inviato, è ottimo, studiato nei dettagli. Il Senato vuole o no tagliare i vitalizi, un privilegio inaccettabile attribuito in barba al rispetto verso i cittadini?». Il Movimento 5 Stelle «ritiene sia un passo da fare subito, come segnale di sobrietà e rispetto verso gli italiani. La maggioranza è pronta a esaminare e approvare la delibera al prossimo Consiglio di Presidenza. Saremo poi lieti di confrontarci con la presidente sulle altre proposte che ha avanzato per migliorare la produttività dei senatori».