14 novembre 2018
Aggiornato 03:00

I migranti della Diciotti saranno accolti nel centro della Chiesa alle porte di Roma

L'annuncio del Papa durante il volo di ritorno da Dublino: saranno ospitati e «integrati» nel centro di Rocca di Papa. Intanto la Cei torna all'attacco
I migranti a bordo della nave Diciotti
I migranti a bordo della nave Diciotti (ANSA/ORIETTA SCARDINO)

ROMA - Gli oltre cento migranti sbarcati della Diciotti verranno ospitati nel Centro di accoglienza straordinaria 'Mondo Migliore', a Rocca di Papa. Lo ha detto il Santo Padre durante la conferenza stampa sul volo di ritorno da Dublino. «Saranno accolti lì dove cominceranno a imparare la lingua e a fare quel lavoro che è stato fatto con i migranti integrati», ha spiegato Papa Francesco sottolineando che «l'integrazione è la condizione per accogliere». Nessuna polemica contro il governo da parte del Santo Padre, quindi. Ma a tornare l'attacco è la Cei: in un'intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, il direttore dell' Ufficio nazionale comunicazioni sociali, don Ivan Maffeis, ha spiegato cosa ha spinto i vescovi a 'scendere in campo': «Abbiamo deciso di entrare in una situazione di stallo che era ormai diventata insostenibile per tutti. Vedere queste persone su una nave italiana attraccata sulle nostre coste e impossibilitate a scendere era una situazione intollerabile anche dal punto di vista umanitario». 

Il racconto (e gli attacchi) della Cei
«C'è stata una prima fase con appelli e comunicati» ha spiegato il portavoce della Cei «per arrivare ad una disponibilità concreta e fattiva di accoglienza in strutture che appartengono e fanno riferimento direttamente alla Chiesa italiana. Questo per sbloccare la situazione. È ovvio che stiamo parlando di una soluzione che è legata all'emergenza, una soluzione che di fronte al no dell'Europa e al braccio di ferro che ha tenuto il ministro su questa questione è stata l'unica che siamo riusciti a individuare. Ma la vera partita da giocare è quella culturale e politica. Perchè non possiamo semplicemente affrontare il tema dei migranti e questo esodo di popoli con delle soluzioni emergenziali che non devono essere sopravvalutate».

Il ruolo della Diocesi
Nell'accoglienza di questi migranti, ha concluso don Maffeis, «si sono affacciate tante diocesi che hanno offerto accoglienza e disponibilità. Un pò tutte le diocesi della Sicilia. Ricordo che stiamo parlando di un numero limitato, circa un centinaio di persone. E in queste ore si deciderà in quali centri queste persone debbano essere accolte».

L'appello di Papa Francesco
Come detto, nessun polemica invece da parte del Santo Padre che però ieri, durante la Santa Messa conclusiva del IX Incontro Mondiale delle Famiglie al Phoenix Park di Dublino ha chiesto a politici di non lasciarsi «influenzare dell'ostilità. La sfida è sempre quella di accogliere il migrante e lo straniero! Quanto è scomodo proteggere i diritti dei più fragili». Anche se, ha ricordato il Papa, «le sfide che i cristiani oggi hanno di fronte sono, a loro modo, non meno difficili di quelle che dovettero affrontare i primi missionari irlandesi. Penso a San Colombano, che col suo piccolo gruppo di compagni portò la luce del Vangelo nelle terre europee in un'epoca di oscurità e di decadenza culturale. Il loro straordinario successo missionario non era basato su metodi tattici o piani strategici, ma su una umile e liberante docilità ai suggerimenti dello Spirito Santo. Fu la loro quotidiana testimonianza di fedeltà a Cristo e tra di loro che conquistò i cuori che desideravano ardentemente una parola di grazia e che contribuì a far nascere la cultura europea».