4 aprile 2020
Aggiornato 04:30
Emergenza sbarchi

Migranti, indagato Salvini: «Possono arrestare me ma non il cambiamento»

Dopo una giornata di interrogatori al Viminale, il procuratore di Agrigento ha iscritto anche il ministro nel registro degli indagati. La sua risposta da Pinzolo

ROMA – La giornata di interrogatori trascorsa al Viminale dal procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, si è conclusa con una decisione: quella di indagare il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Nell’ambito dell’inchiesta aperta sul caso dei 150 migranti a bordo della nave Diciotti della Guardia costiera ormeggiata nel porto di Catania, al vicepremier sono stati contestati i reati di sequestro di persona, abuso d'ufficio e arresto illegale. «La Procura di Agrigento – si legge nella nota – al termine dell’attività istruttoria compiuta a Roma, ha deciso di passare a noti il fascicolo, iscrivendo due indagati, un ministro e un capo di gabinetto, e trasmettendo doverosamente i relativi atti alla competente Procura di Palermo per il successivo inoltro al tribunale dei ministri del capoluogo».

I commenti a caldo
Il leader della Lega ha appreso la notizia mentre si trovava alla festa del Carroccio a Pinzolo, in Trentino, e ha risposto dal palco del suo comizio: «Ho saputo dieci minuti fa che sono sotto inchiesta per sequestro di persona, ma è difficile fermarci – ha dichiarato Salvini – Possono arrestare me, ma non fermeranno la voglia di cambiamento di 60 milioni di italiani. È incredibile vivere in un Paese dove dieci giorni fa è crollato un ponte sotto il quale sono morte 43 persone e non c'è un indagato e indagano un ministro che difende i confini del Paese. È una vergogna».

Soluzione del caso
Sempre nel corso del suo intervento, il titolare del Viminale ha annunciato l'imminente soluzione del caso dei migranti: «Gli immigrati della Diciotti sbarcheranno nelle prossime ore, ho ritenuto di farli sbarcare, vi dirò dove andranno – ha spiegato – Chiedo di ridiscutere i miliardi che l'Italia manda a Bruxelles, è giunto il momento di tagliare i finanziamenti a un ente inutile. Dalla prossima nave può fare marcia indietro e tornare, mi possono indagare anche per questo ma il limite è stato raggiunto. Alcuni immigrati vanno in Albania, il governo albanese si è dimostrato migliore di quello francese. E io dico grazie agli albanesi e vergogna ai francesi. La restante parte dei migranti andrà in uno-due altri Paesi ma la maggioranza, e ci ho lavorato personalmente mentre gli altri insultavano, sarà ospitata a cura dei vescovi della Chiesa italiana».

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