25 marzo 2019
Aggiornato 00:00
Infrastrutture

Gli strani legami Prodi-Benetton: quanti uomini del "Professore" dentro Autostrade

Dei buoni rapporti tra gli imprenditori veneti e il centrosinistra già sapevamo. Ma tanti nomi del gruppo hanno in comune proprio la vicinanza all'ex premier

L'ex presidente del Consiglio Romano Prodi
L'ex presidente del Consiglio Romano Prodi ANSA

ROMA – Se la famiglia Benetton ha potuto gestire la società Autostrade per tutti questi anni, portando a casa indisturbata i ricchi incassi dei pedaggi, anche quando non spendeva tutti quelli che avrebbe dovuto per la manutenzione, è stato soprattutto per l'occhio di riguardo che la politica le ha sempre garantito. Il centrosinistra, in particolare, ha sempre goduto di buoni rapporti con la dinastia degli imprenditori veneti, come dimostra che fu proprio il governo D'Alema, nel 1999, a cederle in concessione la gran parte della rete autostradale italiana appena privatizzata. Ma c'è soprattutto un nome dello schieramento progressista che è legato a doppio filo a quello dei Benetton: Romano Prodi.

Vecchi legami
Sarà un caso, infatti, ma come rivela il quotidiano La Verità sono molti gli uomini che, dopo essere stati fedelissimi del Professore, sono passati a ricoprire ruoli di primo piano all'interno di Autostrade per l'Italia. C'è, per esempio, Paolo Costa, che prima nel governo Prodi tra il 1997 e il 1998 fu ministro dei Lavori pubblici, poi divenne presidente di Spea Engineering, una controllata della società Autostrade. E ancora, nel 2016, fu proprio lui ad essere chiamato nel consiglio di sorveglianza dell'aeroporto di Nizza, quando il gruppo Atlantia dei Benetton vinse la gara per la sua privatizzazione. Poi c'è Gian Maria Gros-Pietro, che di Prodi fu amico e successore alla presidenza dell'Iri, e proprio da questa poltrona guidò la privatizzazione delle autostrade: salvo poi essere assunto proprio a presiedere la società Autostrade ad uno stipendio di un milione di euro all'anno.

Nuovi acquisti
Fin qui abbiamo parlato del passato. Ma non è finita, perché anche tra gli ultimi arrivati nello staff, dopo il disastro di Genova, ci sono dei nomi che attirano l'attenzione. Del team di legali che difenderanno i Benetton dall'annunciata revoca della concessione autostradale farà parte Paola Severino, nota per essere stata ministro della Giustizia sotto il governo Monti. Ma l'avvocato napoletana è legata anche a Prodi, che difese nel processo sulla vendita della Cirio, e a Giovanni Maria Flick, che sotto Prodi fu ministro della Giustizia, con cui collaborò da docente universitaria alla Luiss. Infine c'è Gianluca Comin, fondatore della Comin and partners, società leader nella comunicazione e nelle relazioni istituzionali, che andrà ad affiancare il team di pr dei Benetton. Che lavoro svolse Comin prima di fondare la sua azienda? Fu portavoce del ministero dei Lavori pubblici. Sotto quale governo? Avete indovinato: il primo governo Prodi. Ma quante coincidenze attorno al vecchio Mortadella...