15 novembre 2018
Aggiornato 10:13

Grimoldi (Lega) al DiariodelWeb.it: «Vogliono rovesciare il governo con la violenza»

Il segretario lombardo del Carroccio, al DiariodelWeb.it, si dice preoccupato per l'escalation di attentati: «È un miracolo che non ci sia scappato il morto»

Paolo Grimoldi, deputato e segretario lombardo della Lega, dopo le bombe alla sede di Treviso sono arrivate nuove minacce e insulti, scritti sui muri della sezione di Bergamo. Cosa sta succedendo contro il Carroccio?
Succede che la sinistra non accetta il responso democratico delle urne. Noi abbiamo vinto le elezioni politiche ma, pur essendo organici al centrodestra, abbiamo dovuto accettare un governo di compromesso, alleandoci con la terza forza che correva da sola, il M5s. Nonostante questo, una parte della sinistra cerca di ribaltare l'esito delle elezioni con metodi non solo antidemocratici, ma anche violenti. Quello che mi lascia perplesso è non sentire parole di condanna contro le bombe, le scritte, le minacce: dove sono le Boldrini, i Renzi, gli Orfini, i Martina...? Da loro sentiamo solo un assordante silenzio, forse perché sono democratici solo nel nome del partito.

Gli stessi giornali sembrano minimizzare, riferendo scarne cronache che non danno conto della gravità di questi fatti.
Esatto, si dà per scontato che queste cose possano succedere. E una certa sinistra è responsabile anche perché estremizza il clima di contrapposizione politica, che sicuramente non giova al civile confronto democratico.

Possiamo scomodare un periodo terribile della storia italiana, parlando di strategia della tensione?
Sicuramente sì: c'è un tentativo di rovesciare il governo, legittimato dal popolo. Ma si devono mettere bene in testa che, più intimidazione noi subiremo, e più determinati saremo ad andare avanti con il programma che abbiamo presentato in campagna elettorale. Questo è un problema politico, ma anche culturale, di approccio alla sconfitta elettorale che la sinistra non digerisce. Tacere di fronte a questi fatti non è tollerabile.

I volantini di rivendicazione delle bombe appaiono piuttosto inverosimili e raffazzonati. Dobbiamo davvero credere che azioni del genere siano opera di gruppuscoli autonomi, oppure dietro a questa strategia c'è qualche struttura più solida?
Penso che ci sia una struttura. Intanto perché mi chiedo dove questi gruppuscoli trovino i soldi e le coperture. Se io volessi mettere una bomba, essendo incompetente in materia, mi arresterebbero ancora prima di iniziare a pensarci. Invece perché questi non vengono individuati o, quando ne beccano qualcuno, se la cavano con condanne molto lievi. Ci manca solo che gli diano una pacchetta sulle spalle e gli dicano di non farlo più la prossima volta. Evidentemente intorno c'è un tessuto, che fa riferimento ai partiti di sinistra rappresentati in parlamento, e purtroppo anche al Pd, che tendono a tutelare, difendere, celare... In modo un po' giovanile, potrei dire, a parare un po' il c*** a questi gruppuscoli. Questo non dovrebbe succedere, invece succede.

Calderoli ha detto che rischia di scapparci il morto. E, in effetti, le bombe in Veneto erano chiaramente costruite per uccidere: c'era una pentola a pressione piena di chiodi. Siete preoccupati?
Assolutamente sì. Quello ha fatto notizia perché è stato il fatto più eclatante, ma posso citare decine e decine di gazebi, banchetti, presìdi, volantinaggi che hanno ricevuto pestaggi, intimidazioni, violenze. Devo registrare anche che tendono ad essere codardi, perché non si presentano alle manifestazioni in cui sono presenti migliaia di leghisti, ma dove ci sono solo tre o quattro militanti, magari anziani, così hanno gioco facile nel sopraffarle fisicamente. È un miracolo che non ci sia già scappato il morto, e sicuramente l'escalation va in quella direzione. Spero che le Boldrini di turno siano un po' meno attente alle violenze dei cittadini italiani medi, che vanno certamente condannate, e un po' più a quelle della loro parte politica. È la stessa cosa che accade con i clandestini: quando commettono un reato loro, non si grida allo scandalo quanto con gli italiani. Non si possono avere due pesi e due misure.