13 novembre 2018
Aggiornato 07:00

Nencini (Psi) contro Salvini e Di Maio: come vi smonto in 9 punti

In un editoriale sull'Avanti! il segretario del Psi prova a smontare le tesi del Governo su Genova
Il segretario del Psi Riccardo Nencini
Il segretario del Psi Riccardo Nencini (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

GENOVA - «Genova, nel giorno dei funerali, con il religioso rispetto che si deve alle famiglie sconfitte dalla morte, e alla città ferita». Così Riccardo Nencini, segretario del Psi, in un editoriale sull'Avanti!, attacca duramente il governo, provando a smontare le dichiarazioni, secondo lui contrastanti, arrivate da Salvini, Di Maio, Toninelli e gli altri. Nencini scrive: «Oriana Fallaci, da par suo, sosteneva che l'oggettività non esiste. Aveva ragione. E però i fatti sono fatti. Duri come pietra. Ho fatto parte del governo sconfitto alle elezioni senza mai occuparmi della delega autostrade, ma conservo memoria di alcuni provvedimenti. E la memoria confligge talvolta con il racconto dei due consoli», ha sostenuto riferendosi a Salvini e Di Maio.

La ambulanze pagano il pedaggio?
Nencini si lancia in una ricostruzione dei fatti: «Partiamo da qui: ad oggi la procura - spiega - non ha individuato responsabili del crollo del ponte Morandi. Possiamo solo immaginare ma non basta». Poi inizia un vero e proprio elenco dei fatti. «Salvini: le ambulanze pagano il pedaggio. Non è così. Proprio io sottoscrissi un accordo per evitare che le ambulanze di soccorso pagassero il pedaggio autostradale. Basta iscriversi alla piattaforma». A Conte che dice «non possiamo aspettare i tempi della giustizia» Nencini replica: «Detto dal capo del governo, un giurista addirittura, fa un certo effetto. Meglio i processi in piazza, la gogna medievale, la giustizia un tanto al chilo».

Quando la Lega era al governo
Nencini ne ha anche per Di Maio, che ha sostenuto che «i governi precedenti hanno favorito i Benetton»«E' così? Il governo Berlusconi - la Lega ne faceva parte, eccome - non inverte la rotta del governo D'Alema (è quel governo che conclude la privatizzazione delle autostrade). Anzi. Nel 2014 il ministro Lupi inserisce un emendamento nello Sblocca Italia che proroga le concessioni. Due anni dopo - lo ricordo bene perché seguivo per il governo il Codice Appalti - proponiamo, d'accordo con i grillini, l'abolizione della norma. C'è di più: mandiamo a gara l'80% dei lavori di manutenzione riservando all'in house - impresa figlia di Autostrade - il restante 20%. Una rivoluzione che scatena l'ira dei sindacati e della società. Minaccia di scioperi e di licenziamenti. Sconfitti: si torna al 60/40». Di Maio, a poche ore dalla tragedia, ha anche subito detto di volere revocare le concessioni a società Autostrade. «Operazione fattibile» sostiene Nencini, la convenzione lo consente, «ma mi domando: era opportuno dichiararlo prima di aver accertato le colpe, prima di ogni verifica giuridica, prima di aver trattato l'eventuale ricostruzione del ponte, tanto da innestare un balletto di dichiarazioni contraddittorie che non fa onore al governo?»

Il progetto Gronda
A Toninelli che sottolineava in 8^ commissione Senato il 31 luglio scorso come la Gronda non fosse tra le priorità, risponde: «Fino a qualche giorno fa potevi leggere sul sito grillino genovese frasi di gaudio sulla magnificenza del ponte Morandi. Cancellate». «Il progetto Gronda è stato oggetto, tra i primi in Italia, di dibattito pubblico, lo strumento inserito da chi scrive nel nuovo codice appalti. L'accordo raggiunto con Bruxelles per realizzare l'opera non è stato reso operativo dall'attuale governo».

Priorità sono le famiglie
L'urgenza per il capo del Psi sono le famiglie delle abitazioni a rischio e il sistema Genova, «mettere in sicurezza e non provocare ulteriore disagio all'economia della città, dunque problemi per l'occupazione. Urge un piano. Di cui ancora non si parla». Cosa si aspetta a convocare i vertici di Società Autostrade? Sono loro i concessionari, «o ci si parla tramite TV?».La priorità sono le famiglie che hanno perso i loro cari, prosegue il ragionamento. «Devono sapere, presto, dove si nascondono le responsabilità. Chi risarcirà le vittime, intanto. Sono stupito della scarsa sensibilità dimostrata da Autostrade di fronte alla tragedia. In questi casi è il capo che deve metterci la faccia non un alto dirigente. E la puntualizzazione sui denari da rimborsare in caso di revoca delle concessioni proprio non ci stava. Al dolore non si contrappone una manciata di quattrini. Resta il fatto che chi sbaglia paga. Resta il fatto che le istituzioni non possono comportarsi come gli avventori del bar sport. Resta il fatto, l'ho scritto due giorni fa, che sarebbe meglio che il governo venisse in Parlamento a riferire. Ora», ha concluso Nencini.