18 novembre 2019
Aggiornato 16:30

Crosetto a Salvini: «I leader non sfasciano le coalizioni»

Il Deputato di Fratelli d'Italia: «Gli chiediamo di essere leale e giusto». Tajani: «Salvini chiuda con M5s». Gelmini: «Dalle regionali capiremo con chi sta il leader leghista»

Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi
Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi ANSA

«Chiedo a Salvini di dimostrare, proprio partendo dell'Abruzzo, che esiste ancora il centrodestra, ma soprattutto che sappia assumersi la responsabilità di guidarlo e tutelarlo». E' quanto dichiara Guido Crosetto, deputato e coordinatore nazionale di Fratelli d'Italia.
«La grande differenza tra i leader edi molti vincitori del momento - dice - è stata, ed è, la capacità di andare oltre la loro forza politica, di saper avere un orizzonte maggiore, più ampio, di lungo termine e meno egoista. Berlusconi, quello vero di 20 anni fa, sapeva far crescere Forza Italia, ma contestualmente aiutare gli alleati, anche quando lo meritavano poco. Salvini sembra invece trattare male, senza memoria e senza riconoscenza, anche chi, come Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia, gli hanno riservato sempre correttezza e rispetto. Noi abbiamo sempre testardamente creduto nel centrodestra e continuiamo a farlo. A lui chiediamo di essere leale e giusto a sua volta. Dobbiamo avere il coraggio di rilanciare una proposta di crescita e rinascita di cui il paese ha necessità e che è alternativa all'idea di declino programmato che rappresenta il M5s».

Brunetta: «Noi fermi sulla sua unità»
«Il presidente Berlusconi è un grande mago delle rinascite e delle ripartenze. Non c'è alcun de profundis per Forza Italia, siamo il terzo gruppo alla Camera e il secondo al Senato, e c'è una grande attività politica in Parlamento. I leghisti sono invece imbarazzati dai loro alleati. Noi quindi restiamo fermi sull'unità del centrodestra e diciamo no a ogni inciucio». Così Renato Brunetta, deputato di Forza Italia, in un'intervista al quotidiano «La Stampa».
«Nonostante Salvini - aggiunge - che nei suoi momenti più divertenti, e io gli mando un bacione, ci accusa di intese con il nemico, il Pd. Ma è solo una favola. Sono loro che hanno scelto di allearsi con il Movimento 5 Stelle, che ha una linea minoritaria nel Paese su Tav, Tap, Ilva e decreto vergogna, altroché dignità».

Tajani: «Salvini chiuda con M5s»
«Lavoriamo per l'unità. Ci auguriamo che possa ricomporsi il centrodestra. Chiediamo a Salvini di chiudere fin d'ora questa esperienza con M5s, pericolosa per il Paese. Se rompe con noi nelle regioni, facendo vincere i suoi alleati di governo o il Pd, perderà buona parte dei suoi voti». Lo dice Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo e vicepresidente di Forza Italia, intervistato dai quotidiani «la Repubblica» e «Messaggero».
«Siamo una coalizione - aggiunge - il problema è questo esecutivo: diviso su tutto e molto, troppo litigioso. Ilva, Tav, Tap, politica finanziaria. Non capisco come sia possibile con questo scenario mettere le mani a una manovra economica di peso: coniugare flat tax, reddito di cittadinanza e far scomparire la legge Fornero. C'è una guerra civile all'interno del governo. Non sono un sostenitore delle agenzie di rating, ma se l'Italia viene declassata di due livelli la Bce non potrà più comprare i titoli di Stato italiani».
Secondo Tajani «sforare il tetto del 3% sul rapporto deficit-Pil non è un tabù. Bisogna sforarlo, per esempio, per pagare i debiti pregressi che ha la pubblica amministrazione con le imprese. Parliamo di circa 60/70 miliardi di euro». Sulle grandi opere «il completamento è richiesto dalla stragrande maggioranza dei cittadini - conclude - se la decisione sarà sottoposta alla valutazione del Parlamento, allora c'è una maggioranza parlamentare assai ampia in favore della Tav e delle altre opere, che rispecchia la maggioranza degli italiani. Con buona pace del M5s. Salvini dovrà tenerne conto».

Gelmini: «Dalle regionali capiremo con chi sta Salvini»
«La Lega ha lasciato (momentaneamente dicono loro) Forza Italia e Fratelli d'Italia per governare con Di Maio, Grillo e Casaleggio. Poi ha tentato di imporre il presidente della Rai senza nemmeno coinvolgere gli alleati di sempre. Ora, per la Regione Abruzzo, vuole rompere la coalizione di centrodestra per favorire il Movimento 5 Stelle. 'Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova', diceva Agatha Christie. Forse la Lega ha scientificamente deciso di voltare le spalle al centrodestra unito?». Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera.
«E in questo scenario Salvini continua con il ritornello sulla presunta quanto inesistente intesa tra Forza Italia e il Pd - aggiunge - il dubbio è che la cortina fumogena serva a nascondere il patto di potere Lega-M5s. Il vero banco di prova saranno i prossimi appuntamenti elettorali. Capiremo con chi sta realmente il leader del Carroccio».