13 dicembre 2018
Aggiornato 20:30

La 'lezione' della crisi in Turchia: «L'Euro non si tocca»

Il ministro degli Esteri, Enzo Moavero, in un'intervista al Foglio detta la linea al governo: «Come si possono ancora avere dubbi sull'importanza della moneta unica?»
Giuseppe Conte con Enzo Moavero Milanesi durante il vertice Ue. Bruxelles, 29 giugno 2018
Giuseppe Conte con Enzo Moavero Milanesi durante il vertice Ue. Bruxelles, 29 giugno 2018 (ANSA/ FILIPPO ATTILI - UFFICIO STAMPA GOVERNO)

ROMA - Un messaggio a chi, soprattutto da 'fuori', continua a sostenere che l'Italia debba prendere seriamente in considerazione un referendum per valutare se uscire dall'Euro o meno (il riferimento è soprattutto a Beppe Grillo). «La crisi turca è una lezione per chi ha ancora ha dubbi se l'Euro sia o no positivo: lo è». Il ministro degli Esteri Enzo Moavero spiega al Foglio perché la crisi finanziaria della Turchia è una grande lezione per gli anti euro. «Il mio primo pensiero è di solidarietà verso un paese importante che è anche un attore cruciale negli equilibri commerciali e finanziari del Mediterraneo. Una situazione di crisi così è una cattiva notizia per tutti e richiama tutti noi a una doverosa vicinanza e a un'attenta vigilanza delle possibili conseguenze nel breve termine del crollo della lira turca».

L'importanza di essere nella Eurozona
«Quanto sta avvenendo in Turchia» continua Moavero «deve farci riflettere su un punto particolare che riguarda anche il nostro continente: trovarsi all'interno di una area solida come l'Europa, vale a dire di un'area capace di avere una moneta unica forte per più stati diversi e di creare tra quelli stati una rete di protezione in caso di problemi, è un vantaggio». Al contrario, «avere una moneta che può fare riferimento unicamente al suo quadro nazionale può non offrire altrettante garanzie dinnanzi a una crisi finanziario e ad attacchi speculativi. Ciò che succede in Turchia andrebbe valutato con attenzione da chi continua ad avere dubbi se avere una moneta come l'Euro sia o no positivo: per me lo è».

La situazione in Turchia
Intanto continua a precipita la crisi finanziaria della Turchia sull'effetto dei nuovi dazi annunciati dagli Stati Uniti su alluminio e acciaio. Una crisi che ha diverse radici, politiche soprattutto, ma anche economiche e che rischia di provocare un effetto contagio sull'Europa e in particolare sull'area Euro. Il paese guidato da Erdogan è ormai considerato il più rischioso al mondo per gli investimenti. Guardando i principali indicatori finanziari il premio richiesto per acquistare bond turchi è il più elevato al mondo. Per i titoli a un anno è richiesto un interesse del 21%, occorre tornare all'estate rovente di qualche anno fa con i bond governativi della Grecia per vedere tassi analoghi. La lira turca ormai è in caduta libera, ieri ha perso quasi il 16% sul dollaro e sull'euro precipitando rispettivamente a 6,42 e 7,34. A inizio anno per acquistare un dollaro bastavano 3,77 lire turche.