20 ottobre 2018
Aggiornato 22:01

Il vicesindaco di Roma attacca Salvini e mette in difficoltà Virginia Raggi

Luca Bergamo contro quel 'Tanti nemici, tanto onore' twittato dal ministro dell'Interno: «Fare il ministro comporta qualche responsabilità in più»
Virginia Raggi e il vicesindaco Luca Bergamo
Virginia Raggi e il vicesindaco Luca Bergamo (ANSA/ETTORE FERRARI)

ROMA - L'alleanza giallo-blu al governo. L'asse si è poi palesato a Roma, con tanto di incontro e agenda comune su 'sgomberi, sicurezza e campi rom' tra Virginia Raggi e Matteo Salvini. A rompere l'idillio ci ha pensato però il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo, che ha pubblicamente attaccato Matteo Salvini: «Il 29 luglio, data di nascita di Benito Mussolini, il ministro degli Interni della Repubblica Italiana ha twittato 'Tanti nemici, tanto onore', parafrasando una espressione cara a Benito Mussolini. Fare il Ministro comporta qualche responsabilità in più, tra queste quella di pesare le parole. Il Ministro usa con attenzione e maestria i social. Siccome è persona avveduta, ha piena consapevolezza del significato del suo gesto, che è fatto delle parole che sceglie di usare nella data in cui le pubblica. Non a caso ne scrive pure la CNN». Un attacco duro. E non è finita qui.

«Le parole contano, pensano, hanno effetti»
"Le parole contano, pesano, hanno effetti e ricadute. Come e talvolta più dei fatti. Per ciò bisogna controbattere, in questa circostanza come ogni volta che egli indica un nemico in chi è diverso, sia per il messaggio che comunica, sia perché lo fa da Ministro degli Interni», spiega Bergamo. «La paura di un domani incerto domina la vita di tanti. Alimentare questa paura e nutrirsene per crescere nel potere è, purtroppo, un esercizio diffuso nel mondo» sottolinea. «Le ragioni della paura risiedono nel fallimento di classi dirigenti che hanno assecondato gli aspetti più deleteri di una globalizzazione dominata da giganteschi interessi mercantili, senza riuscire ad esaltarne il potenziale che l'incontro di culture diverse porta con sé. Farsi carico di questo fallimento, cambiare a fondo il rapporto tra Stato e società, è indispensabile e urgente, e in nessun modo legittima il gioco sulla paura delle persone».

Bergamo chiede di «cambiare direzione di marcia»
«Alla nostra Italia» continua il vicesindaco «serve ricostruire le ragioni per stare insieme e affrontare le sfide enormi che sono davanti a noi, per ridurre le ingiustizie e cambiare radicalmente la direzione di marcia. Strappare la tela giorno dopo giorno, esacerbare le divaricazioni nella società non è affatto un contributo a questa missione. Anzi la mette costantemente in pericolo. Le parole contano e un indispensabile riequilibrio è necessario avvenga anche su questo terreno», conclude Bergamo.

Raggi non risponde. Il Pd coglie l'occasione
«Direi che non è il momento di fare polemica». Questa la (non) risposta della sindaca di Roma Virginia Raggi a margine di una conferenza stampa a chi le chiedeva un commento alla censura pubblicata su Fb dal vicesindaco della sua Giunta Luca Bergamo rispetto alla citazione di Benito Mussolini condivisa sui social dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. Chi invece non si è fatto sfuggire l'occasione di attaccare Salvini e, di riflesso, Virginia Raggi è il Pd. Duro il commento di Giulia Tempesta, consigliera in Comune: «Sull'infelice uscita di qualche giorno fa in perfetto stile Mussoliniano del ministro Salvini, prende le distanze soltanto oggi il vice Sindaco di Roma, Luca Bergamo. Il problema, caro vice sindaco, è che non pesano solo le parole, pesano anche i comportamenti e le azioni. Sei il vice sindaco della Capitale d'Italia. Sei il vice di Virginia Raggi, esponente di spicco del Movimento 5 Stelle, l'alleato di governo del Ministro Salvini. Lo stesso Salvini che cita Mussolini e che oggi critichi (giustamente), non un omonimo. E allora mi chiedo, Bergamo, ma tu, lì, che ci fai ancora? Parafrasando quello che hai scritto, potrei dirti che 'girarsi dall'altra parte, far finta di nulla per mantenere il potere è, purtroppo, un esercizio diffuso nel mondo'».