20 settembre 2018
Aggiornato 12:30

Una petizione online per sfiduciare Salvini: l'iniziativa di Possibile

Il ministro degli Interni Matteo Salvini e la sua linea dura contro gli sbarchi sono diventati oggetto di una raccolta firme su Change.org
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini (ANSA/MATTEO BAZZI)

ROMA - Non solo durissime critiche esplicite, adesso anche una petizione online per dire basta. Il ministro degli Interni Matteo Salvini e la sua linea dura contro gli sbarchi sono diventati oggetto di una raccolta firme su Change.org per dire stop all'operato del Viminale, e chiedere ai deputati e ai senatori della Repubblica di presentare e votare in Parlamento una mozione di sfiducia individuale nei confronti del vicepremier per le sue dichiarazioni. L'oggetto della protesta nello specifico è la vicenda dei 67 migranti salvati dalla Vos Thalassa e poi recuperati dalla nave della Guardia costiera italiana Diciotti su cui il leader leghista ha chiesto alla magistratura di aprire un'inchiesta per gli scontri con l'equipaggio avvenuti a bordo del cargo.

Beatrice Brignone, la prima firmataria
Tutto è partito da Beatrice Brignone, segretaria di Possibile, prima firmataria della petizione, che ha raccolto l'appello lanciato da Giuseppe Civati sui social. "Il ministro dell'Interno Salvini – ha spiegato Brignoneâ?? a Fanpage – si è reso responsabile di un conflitto istituzionale senza precedenti con gli altri poteri e istituzioni dello Stato (presidente della Repubblica e magistratura) sul tema dell'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e dei reati d'odio. E chi riveste ruoli istituzionali deve essere fedele alla Costituzione e alla Repubblica e non può, né direttamente né indirettamente, diffondere idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istigare a commettere atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi".

Cosa farà il M5s?
E aggiunge: "Più firme raccogliamo più aumenta chiaramente la pressione che riusciamo a esercitare. La mozione di sfiducia necessita semplicemente di un presidente di un gruppo parlamentare, che decida di sostenere la causa. A quel punto bisogna capire come rispondono le forze in Parlamento: l'idea è quella di mettere tutti davanti alle proprie responsabilità. Di fronte a una risposta così forte da parte della società civile ci sono buone possibilità di successo. Attendiamo di capire come si muoverà questa volta il M5S. Siamo ancora in uno Stato di diritto? Un ministro deve rispettare gli altri poteri dello Stato quando si esprime oppure abbiamo rotto qualsiasi argine?". 

Salvini e la "derisione" della sentenza
Quasi 7mila persone hanno firmato in poco più di tre ore e "il numero aumenta di minuto in minuto». L'iniziativa conferma che molti italiani "sono stanchi dei comportamenti prepotenti e ben al di fuori dei compiti istituzionali di Salvini. La derisione di una sentenza della Cassazione sull'odio razziale e il comportamento sulla Diciotti sono stati gli ultimi passi, quelli che hanno superato definitivamente il segno». Brignone si riferisce anche ad un altro episodio, in particolare alla replica di Matteo Salvini e al suo tweet "Andate via, andate via, andate via!!!", scritto come commento della sentenza della Cassazione, in segno di sfida: i giudici hanno bollato l'espressione come ‘odio razziale' se rivolta agli extracomunitari. "Un atto gravissimo. Se un ministro della Repubblica sbeffeggia addirittura la Suprema Corte di Cassazione vuol dire che si stanno già minando le fondamenta dello Stato, e della divisione dei poteri".

Il testo della petizione

Le cittadine e i cittadini, che si riconoscono nei valori della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e della Costituzione italiana,

premesso che

il Ministro dell'Interno Matteo Salvini si è reso responsabile di un conflitto istituzionale senza precedenti con gli altri poteri e istituzioni dello Stato (Presidente della Repubblica e Magistratura) sul tema dell'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e dei reati d'odio;

particolarmente censurabile, per la violazione patente e flagrante del principio di non refoulement (non respingimento) di cui all'art. 33 della Convenzione di Ginevra del 1951 sulla protezione dei rifugiati, si configura la condotta serbata dal Ministro nella vicenda Aquarius e, da ultimo, nella vicenda Diciotti, che hanno visto impedito, ritardato o ostacolato l'approdo nel porto sicuro più vicino di persone vulnerabili (bambini, donne incinte, persone malate o ferite);

parimenti grave si palesa l'ordine di chiusura dei porti alle navi delle ONG, che ostacola, impedisce o ritarda l'esercizio di un diritto fondamentale, quello di asilo, sancito dall'art. 10 comma 3 della Costituzione italiana;

altresì, costituiscono un punto di insanabile rottura del patto sociale che lega i cittadini della Repubblica tra loro e nei confronti delle istituzioni democratiche, le gravissime affermazioni dello stesso Ministro sui cittadini italiani di etnia rom;

chi riveste ruoli istituzionali deve essere fedele alla Costituzione e alla Repubblica e non può, né direttamente né indirettamente, diffondere idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istigare a commettere atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

Tanto premesso, le cittadine e i cittadini sottoscrittori della presente petizione, chiedono ai deputati e ai senatori della Repubblica di presentare e votare in Parlamento una mozione di sfiducia individuale nei confronti del Ministro dell'Interno Matteo Salvini.