4 dicembre 2022
Aggiornato 03:30
Sicurezza

Tortura e taser: il capo della polizia spiega il nuovo 'piano sicurezza'

Gabrielli: «Applico la legge sulla tortura. Se vogliono la cambino». E sul taser spiega come funzionerà la sperimentazione nelle 12 città

Un taser in dotazione alle forze dell'ordine britanniche
Un taser in dotazione alle forze dell'ordine britanniche Foto: ANSA/SHAUN FELLOWS ANSA

GENOVA - «Nel nostro ordinamento da qualche mese c'è un reato che punisce determinati comportamenti, peraltro in linea con una convenzione che ci eravamo un po' attardati a rendere esecutiva. Da questo punto di vista c'è una legge e per me quella vale. Se poi qualcuno la vuole cambiare, la si cambierà». Lo ha detto il capo della polizia, Franco Gabrielli, parlando della legge sulla tortura dopo la sua visita istituzionale al tribunale di Genova. «Io» ha sottolineato Gabrielli «appartengo ad una amministrazione che ha come motto 'Sub lege libertas'. C'è una legge dello Stato, poi c'è chi la voleva più restrittiva e chi più annacquata. Ma io» ha concluso il capo della polizia «faccio il funzionario dello Stato e applico le leggi che il Parlamento fa, seppur con ritardo». Poi il capo della polizia ha voluto spiegare alcuni particolari sul funzionamento della sperimentazione dei taser.

«Definire linee guida sull'uso dei taser in tempi rapidi»
Per il capo della polizia, in merito alla sperimentazione dei taser, bisogna individuare «in tempi più rapidi ma assolutamente consoni a una verifica effettiva» quelli che sono gli elementi che dovranno poi portare alla definizione delle cosiddette linee guida, «perché ovviamente non si dà una pistola, un'arma, uno strumento di difesa o di offesa senza che ci sia un disciplinare che garantisca in primis l'operatore ma anche il malcapitato che in qualche modo dovesse essere oggetto di questo strumento». Gabrielli conta poi di finire la sperimentazione «quanto prima» e «nel momento in cui finirà acquisteremo tutti i dispositivi che servono e che dovranno essere distribuiti alla polizia, ai carabinieri e alla Guardia di Finanza». Le città coinvolte nella sperimentazione saranno Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia, Brindisi e Genova.

«Non abbiamo dimenticato città escluse da test»
In conclusione del suo intervento e in merito all'inserimento all'ultimo minuto di Genova tra le città dove verrà sperimentato il taser, il capo della polizia spiega che «non c'è stata una dimenticanza di Genova prima e un recupero poi. Semplicemente il ministro, e noi abbiamo condiviso questa sua indicazione, l'ha inserita, tant'è che le città non saranno più 11 ma 12». Per cui «non significa che quelle che non ci sono ce le siamo dimenticate, non vorrei che adesso si aprisse il fronte che, siccome non c'è Savona, ci siamo dimenticati di Savona». L'elenco delle 11 città «è avvenuto molto tempo prima che si verificasse la vicenda di Genova», ha spiegato il capo della polizia, riferendosi all'uccisione di un giovane ecuadoriano durante una colluttazione con degli agenti. «Il ministro» ha sottolineato Gabrielli «mi ha chiesto di inserire Genova e l'abbiamo inserita, anche perché avevamo alcune pistole in più e quindi ci sembrava giusto anche per il valore simbolico che questa città aveva assunto all'esito di quella vicenda. Per la sperimentazione» ha concluso il capo della polizia «abbiamo scelto contesti al nord, al centro e al sud, piccole e grandi realtà, proprio perché se questa sperimentazione la dobbiamo fare, la dobbiamo verificare sul campo e di pistole ne abbiamo un numero limitato».