26 settembre 2022
Aggiornato 21:30
Parla il dirigente sindacale dell'OSPOL

Lulli: «Ecco perché scioperano i vigili urbani»

I vigili urbani di tutta Italia hanno sfilato questa mattina a Roma, per rispondere al fango gettato sulla categoria dall'attacco mediatico seguito alle assenze non giustificate della notte di Capodanno. E per rivendicare tutele e diritti dimenticati da circa trent'anni. Stefano Lulli, dirigente sindacale dell'OSPOL (Organizzazione Sindacale Polizie Locali), ha rilasciato un'intervista a Diariodel

ROMA - I vigili urbani di tutta Italia hanno sfilato questa mattina a Roma, per rispondere al fango gettato sulla categoria dall'attacco mediatico seguito alle assenze non giustificate della notte di Capodanno. E per rivendicare tutele e diritti dimenticati da circa trent'anni. Stefano Lulli, dirigente sindacale dell'OSPOL (Organizzazione Sindacale Polizie Locali), ha rilasciato un'intervista a DiariodelWeb.it.

Perché avete deciso di organizzare questo sciopero generale della categoria?
«Noi chiediamo la legge di Riforma della polizia locale che aspettiamo da 29 anni. Sono quattro legislature che attendiamo questa riforma, ma la volontà delle istituzioni politiche è quella di lasciare le cose come stanno. I 60.000 appartenenti alla polizia locale stanno alla mercede del sindaco, che – specialmente nei piccoli comuni – impiega i vigili urbani per lavori che non sono quelli previsti per la polizia locale. A seconda della loro arbitraria volontà, diventiamo di volta in volta amministrativi o polizia, senza regole definite. Inoltre, nelle grandi città come Roma, Firenze e Milano esiste un problema contrattuale. Noi chiediamo di stare nel comparto di sicurezza insieme a tutte le altre forze di polizia. Non così non siamo tutelati: significa che quando facciamo servizio insieme alla polizia di Stato, alla Guardia di Finanza o ai Carabinieri, non siamo tutelati dalla legge mentre loro sì. Questo si deve al governo Monti del 2011, ed è stata una grande vergogna per l'Italia: per pochi spiccioli ci hanno tolto delle tutele importanti. Oggi abbiamo scioperato anche per rispondere a tutto il fango gettato sulla nostra categoria, e in particolare sui colleghi di Roma.»

Cosa rispondete a chi ricorda lo scandalo mediatico delle scorse feste natalizie, e vi accusa delle assenze in massa, non giustificate, nella notte di Capodanno?
«L'attacco mediatico ha indignato tutti i colleghi d'Italia. Siamo stati i primi a dire che se ci sono stati dei comportamenti illeciti, questi verranno puniti; ma prima vanno verificati e, soprattutto, va accertata la colpevolezza dei colleghi. Invece, abbiamo subito attacchi mediatici violentissimi, e non giustificati, anche da parte del Sig. Marino che ha parlato perfino di licenziamenti. Chi ha responsabilità istituzionali non può parlare prima che siano stati appurati i fatti. Se la procura accerterà dei comportamenti illeciti, saranno sanzionati: ma se non ci saranno, chi ci ripagherà del danno morale subito a causa del fango gettato sul corpo della polizia locale di Roma e d'Italia?»

Quindi, in concreto, cosa rivendicate con lo sciopero generale di oggi?
«Il riconoscimento del ruolo e delle funzioni, alla pari delle altre forze di polizia: a livello salariale e anche per quanto riguarda le tutele della sicurezza e della salute. La legge che ci tutela risale al 1986: è inadeguata. Non è più possibile lavorare in maniera «ibrida»: essere utilizzati a volte come poliziotti, e altre come amministrativi. Il governo Renzi deve decidere subito cosa ne sarà di noi: o siamo amministrativi o siamo poliziotti. Se lavoriamo da poliziotti, chiediamo le stesse tutele dei colleghi. Questo è quanto abbiamo chiesto con lo sciopero di stamattina.»