16 giugno 2019
Aggiornato 15:00
Made in Italy

«Basta fare gli zerbini»: Salvini vuole bloccare l'importazione di riso asiatico

Non solo immigrazione: il ministro dell'Interno vuole fermare le navi con cibo importato dall'estero che imita e danneggia il made in Italy

ROMA - Non solo le navi cariche di migranti. Ora Matteo Salvini vuole impedire l'attracco nei porti italiani anche a quelle cariche di riso. Ma quella che potrebbe sembrare una battuta è una vera e propria linea programmatica per fermare l'importazione di cibo dall'estero che imita e danneggia il made in Italy. «La verità è che abbiamo finito di fare gli zerbini», ha spiegato il ministro dell'Interno in un'intervista al Corriere della sera: così «dopo le navi delle Ong, potremmo fermare anche quelle che arrivano nei nostri porti cariche di riso cambogiano. Io sono assolutamente a fianco della Coldiretti». Nel mirino, come annunciato dal ministro dell'Agricoltura - anche lui della Lega - Gian Marco Centinaio c'è il Ceta, l’accordo commerciale tra Canada e Unione Europea: «Legittima l’italian sounding, la contraffazione dei prodotti italiani - spiega Salvini - aprendo il mercato ai parmesan e alle mozzarille. E apre il mercato al grano canadese, sulla cui qualità è legittimo qualche dubbio». Ma Salvini non si ferma. Nel mirino anche le carni «imbottite di ormoni» e le «etichette a semaforo, quelle per cui tutta la dieta mediterranea è a semaforo rosso mentre la diet-coke è verde».

Il ministro dell'Agricoltura e il M5s contro il Ceta
«È mia intenzione - ha spiegato il ministro Centinaio dal Villaggio Coldiretti di Torino - stringere alleanze per questo lungo negoziato con i Paesi che condividono un modello produttivo simile al nostro ed hanno le nostre stesse esigenze; modello che è stato fino ad oggi troppo spesso penalizzato da Bruxelles e che, al contrario, è mia intenzione tutelare, al pari del reddito degli agricoltori italiani». Un modello che piace al Movimento 5 stelle che, tramite una nota dei parlamentari della Commissione Agricoltura, plaude alle parole del ministro: «No al Ceta è un sì ad una maggiore tutela dei prodotti tipici e la qualità della nostra agricoltura. Le dichiarazioni del Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio contro il Ceta (trattato di Libero Scambio tra Canada e Unione Europea) sono un'ottima notizia per l'agricoltura italiana caratterizzata con prodotti di qualità». Il no a trattati come Ttip e Ceta «che vanno contro la qualità della vita degli italiani e la tutela dei nostri prodotti fanno parte del Contratto di Governo siglato tra Movimento 5 Stelle e Lega

Le critiche del Partito democratico
«La propaganda è facile. Diretta. Ma anche falsa: 'Chiudiamo i porti alle navi di riso asiatico', dice Salvini. Molto bello in teoria per qualcuno, peccato che il riso asiatico che fa male ai nostri risicoltori sbarca soprattutto nei porti del Nord Europa. Andiamo ad affondarle lì?». Così il segretario reggente del Partito democratico Maurizio Martina, in un post su Facebook. «Quando si è al governo - prosegue Martina - più che giocare di propaganda, bisogna lavorare. E tanto. Allora chi oggi fa il ministro dovrebbe seriamente capire i problemi che abbiamo e portare avanti azioni possibili. Come difendere le novità nelle etichette del riso che obbligano a scrivere l'origine del Paese dove è stato coltivato aiutando i consumatori a scegliere. E lottare a Bruxelles per attivare la clausola di salvaguardia che fermi import a dazio zero dall'Asia. Su nostra iniziativa è stata finalmente aperta un'indagine della Commissione europea per verificare i danni subiti dai nostri agricoltori. Dopo anni. Ora va seguita bene per non fallire. Prima di chiudere i porti, converrebbe aprire il cervello».