25 giugno 2019
Aggiornato 06:00
Agricoltura

Così Lega e M5s difenderanno il Made in Italy: il primo passo è il «no» al Ceta

Il piano del ministro delle Politiche agricole Centinaio piace ai 5 stelle: «Dobbiamo tutelare i prodotti tipici e la qualità della nostra agricoltura»

Costa (Ambiente), Moncalvo (Coldiretti) e Centinaio (Politiche agricole) al Villaggio Coldiretti di Torino
Costa (Ambiente), Moncalvo (Coldiretti) e Centinaio (Politiche agricole) al Villaggio Coldiretti di Torino ( ANSA )

TORINO - «Sarà un negoziato difficile ma lo affronteremo con grande determinazione, la nuova Pac deve essere al servizio del primo settore, assicurando sviluppo per le aziende agricole italiane». Commenta così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio l'inizio della discussione sulla nuova Politica Agricola Comune 2021-2027 che inizierà in Consiglio lunedì prossimo in Lussemburgo. «Il primo impegno - continua Centinaio - sarà quello relativo alla disponibilità finanziaria; le proposte di tagli su entrambi i pilastri contenuti nella proposta di quadro finanziario (MFF) ci preoccupano e ci vedono contrari; è necessario conservare il più possibile il budget agricolo assegnato alla Pac e su questo faremo squadra con quei Paesi disposti a 'tenere il punto' sulle risorse. Più che ad incrementi del contributo degli Stati membri per far fronte alle nuove priorità dell'UE, penso sia il caso di recuperare economie all'interno di quelle voci del bilancio comunitario che si sono dimostrate poco utili alle esigenze dei cittadini europei. Apprezzo le nuove 'libertà di manovra' concesse agli Stati membri per declinare meglio gli obbiettivi in base alle esigenze del territorio, tenendo ben presente che dovranno essere gestite in modo semplice; la condizione non negoziabile sarà quella di poter avere la possibilità di eliminare una gran parte del fardello burocratico che sta soffocando le nostre aziende agricole».

Il primo passo: fermare il Ceta
«È mia intenzione - conclude il Ministro Centinaio - stringere alleanze per questo lungo negoziato con i Paesi che condividono un modello produttivo simile al nostro ed hanno le nostre stesse esigenze; modello che è stato fino ad oggi troppo spesso penalizzato da Bruxelles e che, al contrario, è mia intenzione tutelare, al pari del reddito degli agricoltori italiani». Un modello che piace al Movimento 5 stelle che, tramite una nota dei parlamentari della Commissione Agricoltura, plaude alle parole del ministro: «No al Ceta è un sì ad una maggiore tutela dei prodotti tipici e la qualità della nostra agricoltura. Le dichiarazioni del Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio contro il Ceta (trattato di Libero Scambio tra Canada e Unione Europea) sono un'ottima notizia per l'agricoltura italiana caratterizzata con prodotti di qualità». Il no a trattati come Ttip e Ceta «che vanno contro la qualità della vita degli italiani e la tutela dei nostri prodotti fanno parte del Contratto di Governo siglato tra Movimento 5 Stelle e Lega. Il Movimento 5 Stelle in questi anni ha combattuto contro l'iniquità di questi accordi, sia a livello europeo sia a livello nazionale e il Governo con il ministro Centinaio ha fatto proprio uno dei pilastri del Programma Agricoltura del MoVimento, annunciando che chiederà al Parlamento Italiano di non ratificare gli accordi» proseguono i parlamentari pentastellati.

L'agricoltura italiana «svenduta dai precedenti governi»
«Per troppo tempo l'agricoltura italiana è stata svenduta dai nostri governi, utilizzata come merce di scambio sui tavoli di trattativa internazionale, penalizzata nelle sue produzioni di eccellenza che hanno permesso il proliferare di prodotti 'tarocchi' e che hanno danneggiato enormemente i nostri produttori» continuano i parlamentari del Movimento 5 Stelle. «Il vento sta cambiando: il #GovernoDelCambiamento tutela le produzioni italiane ed il reddito degli agricoltori. Vogliamo un'agricoltura forte, sostenibile, in grado di portare ricchezza e una sempre maggiore qualità del Made in Italy» continuano i pentastellati. «Il MoVimento 5 Stelle si schiera, quindi, a fianco degli agricoltori con fatti concreti come il NO al CETA per invertire la rotta e tutelarne il prezioso lavoro» concludono.