12 dicembre 2018
Aggiornato 23:30

Aquarius, Renzi attacca Salvini: «Ha fatto il bullo ma non cambia nulla»

Il ministro dell'Interno risponde a distanza: «Stiamo proteggendo i confini nazionali. Finita la pacchia per chi ha preso l'Italia per un campo profughi
Matteo Renzi e Matteo Salvini si incontrano al Senato
Matteo Renzi e Matteo Salvini si incontrano al Senato (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - «Stiamo proteggendo i confini nazionali, come avevamo promesso in campagna nazionale. Lo facciamo educatamente, garbatamente e tranquillamente». Così il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, intervenendo a un comizio a Seregno ha risposto a distanza a chi sta criticando il suo operato sulla vicenda Aquarius, Matteo Renzi in testa che lo ha definito «un bullo». Il leader del Carroccio rivendica invece la sua decisione di negare l'attracco all'imbarcazione nei porti italiani: «E' finita la pacchia - ha aggiunto - per i trafficanti che si stanno arricchendo con le loro cooperative e che hanno preso l'Italia per un campo profughi». E ancora: «E' finito il tempo del signorsì, signor padrone. Visto che paghiamo, accogliamo chi vogliamo». E «se dopo gli spagnoli, arriveranno i francesi, i portoghesi e i maltesi - ha aggiunto parlando dell'arrivo della nave Acquarius a Valencia - noi saremmo le persone più felici del mondo». Chi invece si mostra ancora una volta dalla parte del ministro dell'Interno è il 'collega' alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che su Twitter, annunciando l'attracco dell'Aquarius a Valencia, spiega che a bordo «non si è registrata nessuna criticità» e che questo «è un momento storico. L'esempio della Spagna sia solo l'inizio di una nuova stagione di solidarietà europea».

«Una vittoria di Salvini e dell'Italia»
«Una vittoria di Salvini e dell'Italia». Così il vice ministro dell'Economia Massimo Garavaglia nel corso dell'Intervista su Sky Tg ha commentato il risultato dell'incontro tra il premier Conte e il presidente francese Macron. «Sembrava impossibile che le navi delle Ong non potessero attraccare in porti che non fossero italiani. Invece non è così». Secondo Garavaglia le questioni sul fronte migranti sono: «Cambiare profondamente il trattato di Dublino e realizzare gli hot spot prima che partano i migranti». Così «i migranti che arrivano entrano in Europa e non in Italia. Ora tutti dovranno mettere in campo buona volontà».

L'attacco di Renzi: «Salvini ha fatto il bullo ma non cambia nulla»
«Io credo che Salvini abbia fatto il bullo con 629 rifugiati ma in realtà non cambia niente». Lo ha detto Matteo Renzi, a 'In mezz'ora in più' parlando dell'arrivo della nave Aquarius a Valencia. «E' una colossale operazione mediatica - ha aggiunto, ma in relatà da domattina non cambia assolutamente nulla: i porti sono aperti e l'italia è più isolata. L'unica cosa che veramente cambia è che si puo essere d'accordo su aiutarli casa loro, sulla richiesta di più solidarietà in Europa, ma non sulla pelle delle persone. Un milione di like non vale una vita». Dello stesso tono l'ex Pd, ora deputato di Liberi e Uguali e coordinatore di Mdp Roberto Speranza:  «È un mondo al contrario. Gli Stati non riescono a mettersi d'accordo sulla gestione dei flussi migratori di persone che scappano da guerra e miseria. L'Europa appare debole e incapace sia nel coordinare l'accoglienza che nel costruire accordi con i paesi del Nord Africa. E la colpa di tutto a chi va? Alle Ong che salvano le vite nel Mediterraneo. Mi pare inaccettabile. Io non ci sto».

Martina: «Prima di chiudere i porti aprire il cervello»
«La propaganda è facile. Diretta. Ma anche falsa: 'Chiudiamo i porti alle navi di riso asiatico', dice Salvini. Molto bello in teoria per qualcuno, peccato che il riso asiatico che fa male ai nostri risicoltori sbarca soprattutto nei porti del Nord Europa. Andiamo ad affondarle lì?». Così il segretario reggente del Partito democratico Maurizio Martina, in un post su Facebook. «Quando si è al governo - prosegue Martina - più che giocare di propaganda, bisogna lavorare. E tanto. Allora chi oggi fa il ministro dovrebbe seriamente capire i problemi che abbiamo e portare avanti azioni possibili. Come difendere le novità nelle etichette del riso che obbligano a scrivere l'origine del Paese dove è stato coltivato aiutando i consumatori a scegliere. E lottare a Bruxelles per attivare la clausola di salvaguardia che fermi import a dazio zero dall'Asia. Su nostra iniziativa è stata finalmente aperta un'indagine della Commissione europea per verificare i danni subiti dai nostri agricoltori. Dopo anni. Ora va seguita bene per non fallire. Prima di chiudere i porti, converrebbe aprire il cervello».