24 settembre 2018
Aggiornato 05:00

Stadio della Roma: il Pd chiede le dimissioni di Raggi e dei vertici del M5s

E Forza Italia chiama in causa direttamente Di Maio e i suoi rapporti con Lanzalone: «Che fine hanno fatto le dirette Facebook del vicepremier?»
Luigi Di Maio e Virginia Raggi
Luigi Di Maio e Virginia Raggi (Angelo Carconi | ANSA)

ROMA - «Che Roma sia parte lesa non c'è dubbio, ma essendo stata la Raggi che ha nominato Lanzalone a Roma, la responsabilità politica è tutta sua e del M5S: Raggi si dimetta. L'avvocato degli italiani, Conte, comincia ad avere del lavoro». Con questo tweet del senatore Stefano Collina il Partito democratico è partito all'attacco del Movimento 5 stelle sull'inchiesta che ha portato all'arresto del costruttore Roberto Parnasi e, soprattutto, di Luca Lanzalone, ai domiciliari. Nel mirino, però, anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che «deve venire in Aula al Senato quanto prima a spiegare la sua posizione, le sue relazioni. È un'opportunità per lui perchè ormai sono troppi i dubbi e lo domande che lo riguardano direttamente». Perché, ha spiegato il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci, «come ha ricordato Matteo Renzi nella sua diretta Facebook - sottolinea il presidente del gruppo dem - il Pd è fieramente garantista, dell'inchiesta se ne occupino solo i giudici. È il ministro della Giustizia che deve sentire l'esigenza di spiegare all'Aula la natura della sua relazione con Lanzalone, i motivi per cui il manager è stato 'premiato' a tutti i livelli nel mondo 5 stelle. Nelle ultime ore, il quadro è persino peggiorato: per Alfonso Bonafede informare il Senato può essere davvero una delle ultime possibilità per chiarire una vicenda torbida, che rischia di ledere l'immagine e l'onorabilità del ministro della Giustizia».

«Chiare le responsabilità politiche in vicenda stadio»
«Non sta a me giudicare chi siano i colpevoli della vicenda Stadio della Roma, lo deciderà la magistratura. Ma qui il problema è ancora più grave, se è possibile. Parliamo di responsabilità politiche. Chi ha portato certi personaggi? Chi li ha 'premiati' mettendoli ai vertici dell'azienda più importante della capitale? Una totale impreparazione nel governo della città, l'assoluta mancanza di capacità politiche e amministrative». «C'è chi ha messo in piedi il Giubileo del 2000 senza nemmeno un appunto da parte dei magistrati. C'è chi, invece, blocca le Olimpiadi per paura della corruzione e cambia un progetto già pronto e 'sano' per poi ritrovarci come siamo oggi». È quanto scrive su Facebook Roberto Giachetti, deputato del Partito democratico. Ancora più duro il deputato di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto: «Se la Raggi si chiama fuori sulla vicenda dello stadio della Roma e inscena la parte della vittima, che peraltro le riesce piuttosto bene, dal leader grillino arriva un assordante silenzio. Che fine hanno fatto le continue dirette Facebook di Di Maio? Abbiamo l'impressione che i 5 stelle, arrivati al 'potere' non siano più nelle condizioni di gridare ai quattro venti onestà onestà. Urge bagno di umiltà».

La difesa di Michele Civita (Pd)
Finito nel calderone dell'inchiesta, l'avvocato Luca Petrucci, legale dell'ex assessore regionale all'Urbanistica (Pd) Michele Civita, spiega la posizione del suo assistito, agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta 'Rinascimento': «Civita ha spiegato le ragioni dei suoi comportamenti e come i due fatti, la richiesta per il figlio e la questione dello stadio, siano assolutamente slegati fra di loro». E, al termine dell'interrogatorio di garanzia negli uffici della Procura a piazzale Clodio, alla domanda se Civita avesse contatti frequenti con Parnasi, l'avvocato ha risposto: «No, aveva contatti assolutamente sporadici». E Lanzalone? «Assolutamente no, era uno del Comune, con lui soltanto incontri istituzionali e formali».