Italia | Governo Conte

Immigrazione, per la Lega c'è una sola strada: «Blocchi navali per fermare i barconi»

Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga (Lega): «Questa l'unica via da intraprendere». Da qui può ripartire l'asse con Giorgia Meloni

Matteo Salvini, Gian Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga
Matteo Salvini, Gian Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga (ANSA/MATTEO BAZZI)

ROMA - «Quando noi dicevamo che è necessario iniziare a proporre i blocchi navali ci hanno sempre accusato che non si possono fare, che è un'idiozia e che facciamopopulismo. Ricordo a bassa voce che l'accordo fatto con la Libia da Minniti, sono dei blocchi navali fatti dalla Guardia costieral ibica». Lo ha detto Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giuli ad Agorà su Rai3. «Quando si guardano nella concretezza i fatti - ha osservato - le soluzioni che abbiamo proposto e continuiamo a proporre sono quelle efficaci, e l'unica via da intraprendere è quella che ha fatto in parte, in modo assolutamente insufficiente, Minniti». Secondo Fedriga occorre «iniziare ad avere un rapporto privilegiato» con la Nigeria, «visto che la prima nazionalità che giunge in Italia sono i nigeriani, che arrivano da zone del Paese molto lontane da qualsiasi ipotesi di guerra e che cercano di arrivare in Europa inseguendo un sogno occidentale: è chiaro che è una situazione diventata insopportabile, a cui Italia e Ue devono mettere freno».

Da qui può ripartire l'asse con Fratelli d'Italia
Proprio da questo punto potrebbe ripartire l'asse tra la Lega e Fratelli d'Italia, andando così a ricomporre due terzi dell'alleanza elettorale dello scorso 4 marzo. In fondo, come ha spiegato nei giorni scorsi Giorgia Meloni, «l'Europa ha dato ragione a Fratelli d'Italia: i blocchi navali sono l'unica soluzione all'immigrazione incontrollata. Noi di Fratelli D'Italia lo diciamo da tempo e in Lussemburgo, al vertice dei ministri degli Interni e Giustizia dell'Unione, anche il sottosegretario di stato Theo Francken del Belgio, Stato da sempre aperto e accogliente, dichiara che l'unica soluzione per l'Europa è che l'Italia riprenda ad operare i blocchi navali impedendo gli sbarchi in Sicilia. Finalmente! Peccato però che nel contratto grillo-leghista non vi sia traccia del blocco navale al largo della Libia e che il premier Conte non ne abbia fatto cenno nel suo discorso al Senato». 

Il piano di Salvini
Per iniziare, il ministro degli Interni Matteo Salvini ha già spiegato di voler siglare nuovi accordi per i rimpatri: «La Sicilia è la nostra frontiera. Voglio migliorare gli accordi con i Paesi da cui arrivano migliaia di disperati per il bene nostro e loro», ha affermato in occasione della parata del 2 giugno. «Voglio migliorare gli accordi con i Paesi da cui arrivano migliaia di disperati per il bene nostro e loro!». L'obiettivo iniziale finale è poi quello di «ridurre i tempi perché purtroppo per arrivare alla fine di una domanda di asilo politico ci mettono due anni e mezzo durante i quali queste persone mangiano e bevono a spese degli italiani. Abbiamo già alcune idee concrete che nei prossimi giorni spero diventeranno realtà». La prima: «Il governo realizzerà dei Centri per i rimpatri chiusi affinchè la gente non vada a spasso per le città». Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini ai cronisti in Transatlantico, sottolineando che «la gente non vuole avere dei punti dove uno esce alle 8 della mattina, rientra alle 10 la sera e durante il giorno non si sa cosa fa e fa casino». Quanto alle possibili opposizioni delle Regioni alla realizzazione dei Centri, Salvini ha detto di aver già parlato «con tutti i governatori leghisti che non vedono l'ora di avere Centri chiusi».