20 agosto 2019
Aggiornato 14:00

Al governo senza Savona, Salvini stoppa Di Maio: «La squadra non si tocca»

Per il leader della Lega Nord «è una questione di dignità». Ma il M5s fa pressione: «Il governo del cambiamento dipende dalla Lega»

ROMA - Il governo del cambiamento può ancora partire, «ora dipende dalla Lega». Lo ha detto Luigi Di Maio in diretta Facebook dopo aver proposto di trovare un altro ministro dell'Economia al posto di Paolo Savona, lasciando il professore comunque all'interno dell'esecutivo che avrebbe sempre Giuseppe Conte come premier e per il resto la stessa squadra portata al Quirinale domenica. «O si va subito a votare - ha detto il leader M5s - senza cincischiare con governi tecnici, senza illudersi con governi neutrali che neutrali non sono mai perché devono prendere decisioni politiche oppure facciamo partire un governo del cambiamento non arretrando ma aggiugendo un'altra persona alla squadra: oltre al professor Savona aggiungiamo un'altra persona che va a ricoprire per stessa caratura e levatura il ruolo di ministro dell'Economia. È una proposta che viene da tanti cittadini. Su questo noi siamo stati sempre coerenti: il tema non era Savona in sé ma una persona con quelle caratteristiche e capacità che potesse andare in Ue a contrattare alcuni trattati in maniera efficace».

Il governo del cambiamento? «Si può ancora fare»
«Lo possiamo fare ancora - ha concluso Di Maio - non dipende da noi: il Movimento 5 stelle ci sta, ora dipende dall'altra forza politica che fa parte di questo contratto di governo», la Lega. «Se ci stiamo, chiederemo noi del Movimento 5 stelle di far richiamare Giuseppe Conte al Quirinale e fargli dare l'incarico per il governo la cui lista dei ministri già è pronta. È una grande occasione o è una grande occasione per andare al voto». Perché «quando abbiamo messo in piedi il contratto di governo sapevamo che la grande battaglia era ottenere margini di bilancio in Europa. Si è sbagliato a dire che volevamo uscire dall'euro: noi come governo, col contratto di governo M5s-Lega non abbiamo mai ideato una ipotesi di uscita dall'euro, mai. E infatti ho passato gli utlimi due giorni a dire alle persone che non è vero. È stata una notizia usata a giustificazione del governo respinto. Non credo però sia il momento delle accuse ma sia il momento di trovare una soluzione». 

Lo stop di Salvini: «La squadra di governo non si tocca»
«Se mi tirano via anche un solo uomo di quella squadra di governo, il governo non ha senso che esista. C'è quel programma e quella squadra, se vanno bene ci mettiamo la faccia e lavoriamo. Se qualcuno per i motivi più bizzarri non va bene all'Europa, a Berlino, ai mercati, alla Merkel e alle banche, cosa possiamo farci?». Così Matteo Salvini in un comizio a Sestri Levante. «Io sono ancora nel mood per cui spero che ci sia un governo che risponde al voto dei cittadini. Ma non fatemi anticipare quello che è nelle mani di altri». Se così non fosse, «spetta a Mattarella decidere quando si vota e in base alla data del voto parleremo di programmi, partendo da una squadra che è chiara. Ma non fatemi anticipare quello che è nelle mani di altri. Ormai decide tutto Mattarella e aspettiamo che ci dica qualcosa». Infine una battuta sulla coalizione di centrodestra: «Non cambia nulla per me. Sicuramente - ha sottolineato - l'atteggiamento nei confronti dell'Europa sarà importante per le scelte future. Chi vuole riportare l'Italia ad essere protagonista in Europa sarà alleato con la Lega, chi non mette in discussione nulla - ha concluso Salvini - non può essere alleato della Lega». 

Una cosa è certa: «La mia pazienza è finita»
«Io sono estremamente paziente però la mia pazienza è quasi finita e penso anche la vostra. Nel frattempo le rate del mutuo non hanno pazienza» ha poi tuonato il leader della Lega Nord: «Per me – ha sottolineato Salvini – o si cambia e si mette al centro l’interesse nazionale di 60 milioni di italiani oppure si perde del gran tempo perché di signori che vanno col cappello in mano a Bruxelles a chiedere ‘per favore’ ne abbiamo visti tanti negli ultimi anni e hanno portato a casa zero. Se mi bloccano adesso – ha aggiunto il leader del Carroccio – vorrà dire che girerò tutta Italia da nord a sud per chiedere fino all’ultimo voto e avere la maggioranza per fare da solo quello che in questo momento non ci fanno fare. Sono le ultime ore vediamo cosa ci aspetta».