12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Governo

Lannutti, il «senatore da strada» che difende Conte e i truffati delle banche dai «ventriloqui del potere»

La nuova maggioranza Lega-5 Stelle prevede che i risarcimenti siano allargati anche ai piccoli azionisti delle banche oggetto di risoluzione

Il senatore M5s Elio Lannutti
Il senatore M5s Elio Lannutti Foto: ANSA/ALESSANDRO DI MEO ANSA

ROMA - Lo ha detto, lo ha ribadito: una delle sue massime priorità è tutelare e dare voce a tutti quei risparmiatori che sono stati truffati dalle banche. Il premier incaricato Giuppe Conte sembra voler andare dritto all'obiettivo, almeno su questo punto. La nuova maggioranza Lega-5 Stelle prevede che i risarcimenti siano allargati "anche ai piccoli azionisti delle banche oggetto di risoluzione». Mentre stiamo a vedere quale direzione concreta prenderà l'esecutivo in merito, a difendere Conte e il suo approccio "anti-banche" è Elio Lannutti. Il senatore M5s, da sempre in prima linea in qualità di rappresentante dei consumatori, ha sempre sottolineato le responsabilità della vigilanza di Bankitalia e Consob e ora giudica quello di Conte "un atto di grande coraggio, un primo atto simbolico di rispetto", una "inversione di tendenza rispetto a Renzi o Gentiloni che andavano in Europa col cappello in mano». "Difenderemo Conte fino alla fine dagli attacchi della nomenclatura e dei potentati. Se abbiamo il governo del cambiamento dobbiamo ringraziare anche i giornalisti ventriloqui del potere. A Salvini va il mio rispetto» dice Lannutti.

Truffe e truffati
Riguardo alle banche, Conte parla di decine di miliardi di perdite per 500mila famiglie, che potranno essere sanate quando i rimborsi raggiungeranno i tre o quattro miliardi di euro. Il contratto prevede anche l'utilizzo effettivo di risorse, come da legge vigente, provenienti da assicurazione e polizze dormienti. Il problema tuttavia è che la fotografia scattata nel bilancio di mandato diffuso dal ministro uscente dell'Economia Pier Carlo Padoan è assai diverso. Per i casi di risoluzione e per quelli di liquidazione delle banche venete - si legge nel documento - gli investitori al dettaglio che hanno acquistato queste obbligazioni e possono dimostrare la violazione delle regole di correttezza da parte della banca, possono ottenere il rimborso grazie al Fondo di solidarietà alimentato dal sistema bancario e gestito dal Fondo interbancario di tutela dei depositi: "Grazie a questo meccanismo, sono già stati rimborsati, per le quattro banche regionali (CariChieti, CariFerrara, Cassa Marche e Banca Etruria), circa 167 milioni di euro a fronte della liquidazione di più di 14mila istanze sulle circa 16mila pervenute». Per Veneto Banca e popolare Vicenza gli obbligazionisti subordinati al dettaglio hanno potuto presentare domanda di indennizzo forfettario fino al 30 settembre 2017. Il Fitd ha comunicato 8.090 istanze per poco meno di 50 milioni. Per Mps è stata introdotta una forma di compensazione basata su una transazione proposta dalla banche, che interessa strumenti finanziari subordinati per circa 2,2 miliardi.

"Difenderemo Conte fino alla fine"
Per Lannutti finalmente questo può essere davvero il governo del cambiamento. In una intervista a Radio Cusano Campus dice: «Conte è un premier politico. Noi lo difenderemo fino alla fine. Sono molto contento di quello che ha detto perché io faccio l’avvocato del popolo da più di 30 anni. Contro di lui e contro questo governo si muove tutta la nomenclatura, tutti i grandi potentati che vedono messo in discussione il loro potere, l’impianto europeo, la BCE, le deleghe che i governi hanno dato a cleptocrati ed oligarchi senza alcuna responsabilità. Questi tecnocrati non rispondono del loro operato e vengono giustamente messi in discussione perché ci sono trattati che vanno rivisti». Se vogliamo l’Europa dei popoli e non quella della tecnocrazia, "a uno come Macron che ci chiude le frontiere", non dovremmo riceverlo col tappeto rosso come hanno fatto i "maggiordomi della Troika" Matteo Renzi e Paolo Gentiloni.

I ventriloqui del potere
Un plauso involontario va anche ai giornalisti: "Piuttosto che arrabbiarci con i giornalisti, gli dobbiamo donare un sorriso e un fiore, perché senza di loro il M5S non avrebbe raggiunto il 32%, con Luigi Di Maio, un ragazzo che ha l’età di mio figlio, che ha preso 11 milioni di voti e ha rinunciato anche alla sua ambizione di fare il premier per l’interesse generale e il bene comune». Il Paese aspetta risposte, la gente soffre, continua il senatore grillino, "al di là della rappresentazione che ne fanno i ventriloqui del potere, quelli che a Padoan gli vanno solo a porgere il microfono e che non gli hanno fatto mai una domanda sui 20 miliardi dati alle banche, sul bail-in, sul debito pubblico aumentato di 4 miliardi al mese». Io non voglio alcun incarico di potere, mi basta fare il senatore da strada, quello che tutela gli ultimi. Finché avrò forza difenderò l’idea di un visionario mite com’era Gian Roberto Casaleggio e di un comico come Beppe Grillo, perché se oggi si corona una sogno lo si deve a loro due e questo ragazzo di 32 anni che, a differenza dei mercenari della politica, ha la stoffa dello statista». E su Matteo Salvini conclude: "A lui, che difende la nazione e la sicurezza dei cittadini e che dice che non possiamo accogliere tutti e aiutare i migranti a casa loro, va il mio rispetto».