23 ottobre 2018
Aggiornato 23:30

Salvini ora prende le distanze dal M5s: governo sì, «ma noi siamo diversi»

Il leader della Lega manda un messaggio agli ex alleati: «Il mio obiettivo è far diventare legge tante proposte del centrodestra»

ROMA - Un tetto per stare tranquilli. Per stare «io e voi, senza giornalisti, senza fotografi, senza curiosi». Matteo Salvini su Facebook ha fatto il punto sulla situazione di governo e ha risposto ad alcune domande dei suoi fan. E, come ormai prassi, lo ha fatto dall'alto di un tetto che sovrasta la Capitale, la sua nuova casa. Stavolta, però, non ha parlato solo ai 'suoi', ma ha provato a costruire - o a ricostruire - un dialogo anche con gli (ex) alleati: «Dico agli amici del centrodestra, a Forza Italia e Fratelli d'Italia, di aver fiducia, perchè faremo tutto quel che non siamo riusciti a fare in passato, in positivo. Avrei preferito un governo di centrodestra, Mattarella non ce lo ha permesso e allora o si tornava a votare o si provava a partire inserendo nel contratto le idee del centrodestra, io sono fiducioso». Come dire: non si poteva fare altrimenti. E per questo ha tenuto a ribadire che «la Lega Nord diversa dai cinquestelle. Il mio obiettivo è far diventare legge tante proposte della Lega e del centrodestra, in questo percorso di governo». Governo che «nascerà se nessuno metterà ostacoli».

Gli obiettivi del 'suo' governo
In piena discussione sulla squadra di governo, il leader della Lega Nord ha voluto mettere alcuni paletti: «Le priorità saranno la riforma fiscale e la pace fiscale, la chiusura del percorso sull'autonomia, che dovrà riguardare tutte le regioni che lo vorranno», ma anche la «lotta alla mafia». Punti buttati un po' a caso che fanno capire come ancora la quadra non sia stata trovata. Ma quando si parla di Europa, dove evidentemente le due forze politiche sono più allineate, Salvini entra nei dettagli: «L'Europa consiglia, a volta minaccia, e già dice che dovremmo fare una manovra da 10 miliardi di euro di tase. Stiamo scherzando? L'ultima cosa di cui l'Italia ha bisogno è un aumento di tasse. Penso che gli italiani ci abbiano votato per fare l'esatto contrario di quello che l'Ue ci ha suggerito e imposto negli ultimi anni».

Per l'Economia un solo nome: Paolo Savona
Sulla squadra di governo per Salvini c'è un solo punto centrale, proprio per dar vita a questa politica di discontinuità nei rapporti con Bruxelles: la nomina di Paolo Savona all'Economia: «Pare che qualcuno non voglia Paolo Savona al Mef. Se ha un senso il voto libero e sovrano dei cittadini italiani, qual è il problema se qualcuno si mette a disposizione, con la sua storia e la sua autorevolezza, per andare a discutere e ricontrattare norme, vincoli e regolamenti per gli italiani? Penso che sia un vanto per un governo, un Paese, un popolo, avere qualcuno con una forte autorevolezza per andare ai tavoli europei non a sfasciare ma a ricostruire, io sarò orgoglioso di essere rappresentato e di poter lavorare con una persona che permetta all'Italia di tornare al centro. Non ho dubbi su questo». Perché Savona, secondo Salvini, è «l'uomo giusto per contrattare da pari a pari con Germania e Francia, per sostenere il diritto dell'Italia a crescere». L'economista, per Salvini, «è la figura in grado di rimettere l'Italia al centro del dibattito in Europa».

Su Confindustria e le tasse da togliere
Savona, quindi, come esatto opposto dei 'consigli' di Confindustria. «Mi scrivete di commentare gli attacchi di Confindustria, che ha applaudito il Pd. Che dire? C'è chi guarda al passato e chi guarda al futuro. È chiaro - ha detto ancora nel corso della diretta - che non riusciremo a fare tutto subito: in tre mesi non puoi rivoluzionare il mondo, ma puoi cominciare a scardinare». Infine Salvini ha iniziato a snocciolare le prime tasse che saranno tolte, «tasse folli» come «la tassa sulle sigarette elettroniche che ha messo in crisi un intero settore» e «alcune delle accise più vecchie» sulla benzina.