24 giugno 2021
Aggiornato 02:00
Governo

Di Maio corteggia il Pd e rintuzza le scintille tra renziani e non renziani

C'è chi pensa che questa sarà l'occasione per i non reziani di portare a termine il "renzicidio"

ROMA - L'apertura di Luigi Di Maio al Pd post-renziano sembra aver, come prevedibile, aumentato le confusione nelle fila del partito uscito sconfitto nelle elezioni del 4 marzo. La linea dei renziani è sempre intransigente: il Pd starà all'opposizione. A blindare il no a Di Maio, il fedelissimo di Renzi senatore Marcucci: «Il Pd, coerentemente con le decisioni assunte in direzione, dirà al presidente Mattarella che non siamo disponibili ad alcun governo che abbia Di Maio o Salvini come premier. La proposta del leader 5 stelle è ovviamente irricevibile». Il reggente del Partito Maurizio Martina, invece, pur restando scettico non sembra chiudere del tutto la porta. Alla domanda, a Circo Massimo su Radio Capital, su un eventuale governo dei 5 stelle con il Pd, Martina ha risposto: «Vedo difficile un percorso di questo tipo, perché non mi pare affatto che il Movimento abbia oggi quelle intenzioni. E poi conta il merito: ad esempio non ho capito dove vuole portare l'Italia il M5s dentro la partita europea. Ci sono scelte di merito che ci differenziano».«Ho visto in questi giorni post elezioni - ha aggiunto - un ipertatticismo, figlio di tempi che non si vedevano da un bel po'. Noi rappresentiamo l'alternativa al centrodestra e anche a diverse proposte di merito dei Cinque stelle».

Si prepara il renzicidio?
Ma c'è chi dice che, nelle file del Partito, si prepari la battaglia. Una battaglia tra la guardia renziana e i non renziani, più possibilisti su un eventuale sostegno ai Cinque Stelle. Un vero e proprio "renzicidio", insomma, si starebbe preparando tra i dem. Difficile, naturalmente, da portare a termine: molto dipende da chi verrà eletto segretario in assemblea. Che Martina tiene a riunire, come afferma lo Statuto, entro 30 giorni dalle dimissioni del Segretario, nonostante i tentativi di Renzi di far slittare i tempi.

Gualmini: fare il tifo per M5S-Lega emargina i moderati
A tifare per l'apertura ai Cinque Stelle non sono pochi tra i dem. Tra questi, Elisabetta Gualmini, che, in diretta ad Agorà, ha affermato: «Penso che fare il tifo per un'alleanza M5s-Lega rischi ulteriormente di emarginare le forze moderate. Vedo invece che tra M5s e Lega ci sono alcune differenze, al netto delle differenze rispetto al Pd, perchè le abbiamo viste in campagna elettorale. E quindi in uno scenario di tipo proporzionale penso non sia corretto chiudersi completamente a prospettive di negoziazione». E ha aggiunto: «Di Maio sta usando la strategia due forni e lo può fare perché il M5s tiene dentro sia un elettorato che viene da destra sia un elettorato che viene da sinistra. E' indubbio - ha proseguito Gualmini - che molti elettori che vengono dal centrosinistra abbiano votato 5s, penso che questo sia assolutamente chiaro dentro al Pd e forse può essere che ci sia un'apertura al dialogo, ma gli organismi interni sono ancora abbastanza granitici, la dirigenza, la direzione mi sembra che abbia deciso di andare in un'altra strada. Però siamo ancora al tempo zero, quindi vediamo dopo il primo giro di consultazioni».