Italia | Movimento 5 Stelle

Sergio Battelli, il nuovo tesoriere M5s con la terza media che gestirà 66 mln di euro

Battelli è il nuovo tesoriere del M5s, eletto dalla capogruppo Giulia Grillo, previa indicazione di Luigi Di Maio, di cui viene considerato un «fedelissimo»

Il neotesoriere M5s Sergio Battelli
Il neotesoriere M5s Sergio Battelli (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

ROMA - Quando si dice essere miracolati... 36 anni, nato a Genova, ex commesso in un negozio di animali, dove ha lavorato per ben dieci anni, rocker non solo per passione, dal 2013 membro della VII Commissione parlamentare, quella dedicata a Scienza, Cultura e Istruzione, e oggi nientemeno che tesoriere del primo partito italiano. Lui si chiama Sergio Battelli. Deputato uscente con 90 e 363 voti alle Parlamentarie del M5s nel 2013 e nel 2018, Battelli è il nuovo tesoriere del Movimento 5 Stelle, eletto dalla capogruppo Giulia Grillo, previa indicazione di Luigi Di Maio, di cui viene considerato un «fedelissimo». Gestirà oltre 13 milioni di euro di fondi pubblici messi a disposizione ogni anno alla Camera, che a fine legislatura potrebbero diventare 66. Livello di istruzione terza media, ma Battelli non sembra preoccupato e anzi si dice all'altezza dell'incarico.

"Mi aiuteranno"
«C'è un gruppo di funzionari che mi aiuterà a garantire la massima trasparenza e in più sto assumendo nello staff amministrativo una persona molto qualificata» ha dichiarato. "Che piaccia o non piaccia abbiamo fatto la storia, tutti noi, anche tu che stai leggendo queste parole", scrive sulla sua pagina Facebook il giorno dopo l'esito del voto. "Dobbiamo esserne tutti fieri e orgogliosi, noi non ci spaventiamo, non c'è più nulla che ci può spaventare dopo essere stati cinque anni dentro quella vasca di squali».

66 mln da gestire
Sarà lui a doversi occupare di circa 60 mila euro l'anno per sostenere l'attività politica (convegni, consulenze e comunicazione) di ogni deputato, che moltiplicati per i 222 eletti a Montecitorio e ancora per i cinque potenziali anni di legislatura fa arrivare il «tesoretto» a oltre 66 milioni. Dopo il «caso scontrini» Battelli si dice comunque tranquillo: «Innanzitutto è doveroso precisare che la questione rimborsi è del tutto slegata dalle mie nuove responsabilità: sono due ambiti diversi e saranno sottoposti a controlli molto rigidi da due strutture diverse».