23 settembre 2018
Aggiornato 11:30

Mazzette per la costruzione dell'autostrada Siracusa-Gela: ecco come si intascavano i soldi

Un presunto giro di mazzette sarebbe stato dietro ai lavori di realizzazione dell'autostrada Siracusa-Gela. Disposto l'arresto di 6 persone
Lo svincolo autostradale per Siracusa e Gela
Lo svincolo autostradale per Siracusa e Gela (ANSA/ UFFICIO STAMPA)

MESSINA - Un presunto giro di mazzette sarebbe stato dietro ai lavori di realizzazione dell'autostrada Siracusa-Gela. Per questo il gip di Messina ha disposto l'arresto di 6 persone, tra cui Duccio Astaldi, presidente del consiglio di gestione della Condotte Spa, impresa italiana leader nel settore delle costruzioni. Astaldi è ai domiciliari, così come il presidente del consiglio di amministrazione della Cosige Scarl Antonio D'Andrea, e Stefano Polizzotto, l'ex capo della segretaria tecnica dell'ex presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta. In manette è finito anche il funzionario del Consorzio Autostrade Siciliano Gaspare Sceusa, mentre in carcere sono finiti il finanziere Nicola Armonium e il vicepresidente del Cas (Consorzio Autostrade Siciliane) Antonino Gazzarra.

Le accuse
Le accuse della Procura di Messina sono, a vario titolo, di turbata libertà degli incanti, abuso d'ufficio e corruzione. L'indagine è scattata a seguito di una segnalazione alla Procura messinese da parte del Tar, a cui avevano fatto ricorso le ditte escluse dalla gara di affidamento dei lavori, ed è stata coordinata dal procuratore di Messina Maurizio De Lucia. Oltre ai 6 arrestati sono coinvolte nell'inchiesta altre 5 persone, tra cui i componenti della commissione che avrebbe dovuto verificare la congruità delle offerte per l'affidamento delle opere: Pietro Mandanici, Sebastiano Sudano, Antonino Recupero e Corrado Magro. Indagato anche Maurizio Trainiti, direttore generale pro-tempore del Cas.

Un sistema sofisticato
L'attenzione degli investigatori sia concentrata sull'assegnazione della realizzazione delle opere infrastrutturali al raggruppamento temporaneo di imprese Condotte per l'Acqua spa - Cosige spa. La commissione aggiudicatrice avrebbe in particolare pilotato la libertà degli incanti, fissando svariate sedute con il finto intento di ottenere chiarimenti sull'analisi di spesa dell'offerta presentata dai concorrenti, e richiedendo integrazioni per mostrare solo formalmente un particolare approfondimento degli elementi forniti dai partecipanti alla gara. Un'attività volta solo a camuffare la già avvenuta scelta dell'aggiudicatario. Un altro aspetto dell'inchiesta riguarda un presunto abuso d'ufficio commesso dal direttore generale pro tempore del Cas, Maurizio Trainiti, dal vicepresidente Gazzarra, figura chiave dell'indagine, da Antonio D'Andrea, Duccio Astaldi, Stefano Polizzotto e Nicola Armonium. In particolare sarebbe stata inserita nel contratto d'appalto una clausola che prevedeva la possibilità di posticipare i termini di consegna del lotto prioritario e di ultimazione dell'opera.

Subappalti
Questo per i pm avrebbe provocato un danno al Cas. A Gaspare Sceusa, responsabile unico del procedimento relativo all'appalto, i pm contestano di avere autorizzato illegittimamente la Cosige Scarl (società consortile costituita tra la Condotte d'Acqua S.p.A. e la Cosedil S.p.A.) a stipulare un contratto di subappalto per una consulenza legale con un'altra società, la Pachira Partners spa. La Pachira avrebbe incassato per il servizio offerto 1 milione e 650mila euro, ma la somma, secondo i magistrati, sarebbe stata una tangente creata dalla società vincitrice dell'appalto per "remunerare" il vicepresidente del Cas.