24 agosto 2019
Aggiornato 13:00
Immigrazione

Migranti, Frontex smentisce Berlusconi e Salvini: impossibile rimpatriare 600mila clandestini

L'Agenzia Europea per il Controllo delle Frontiere smentisce le promesse di Berlusconi e, prima di lui, di Salvini. Ecco perché

Silvio Berlusconi e Matteo Salvini
Silvio Berlusconi e Matteo Salvini ANSA

ROMA - Una delle principali promesse elettorali della destra, si sa, è quella di rimpatriare i migranti illegalmente presenti sul nostro territorio e riportare l'ordine. Salvini ha più volte promesso di rimpatriare 100mila «clandestini» all'anno, in primis, ha specificato in un'altra occasione, «quei 20mila che sono nelle nostre carceri e costano miliardi al nostro Stato», e il suo alleato Silvio Berlusconi ha addirittura dichiarato di volerne rimpatriare 600mila. Ma è possibile? A rispondere al manifesto programmatico del Centrodestra ci ha pensato Frontex, l'Agenzia Europea di Controllo delle Frontiere. Un'istituzione che non si può dire sia «complice» degli sbarchi, visto che il suo obiettivo, prima e oltre che salvare la vita dei migranti in mare, è quello, appunto, di controllare le frontiere europee sempre più porose.

La smentita di Frontex
Frontex, dunque, smentisce in toto le promesse elettorali del centrodestra: le promesse di Salvini e Berlusconi sono irrealizzabili. Parola del direttore dell'Agenzia, Fabrice Leggeri. Il numero dei migranti irregolari che nel 2017, ha spiegato durante una conferenza stampa a Bruxelles, «è stato effettivamente rimpatriato a livello dell'Ue è stato di circa 150mila persone. Questo vi dà la dimensione per valutare ciò che è fattibile». 150mila in tutta Ue, contro 600mila nella sola Italia: una proporzione che smentirebbe quanto promesso da Berlusconi in tempi di campagna elettorale.

Mancano risorse
Leggeri cita poi un altro fatto da considerare:  «le autorità nazionali hanno emesso meno decisioni di rimpatrio rispetto all'anno precedente, cosa che è motivo di preoccupazione». Naturalmente, ha concluso Leggeri, «il numero dei rimpatri effettivi deve aumentare», ma per migliorare su questo fronte occorre investire in «risorse e personale»

Accordi bilaterali
Altra questione, la mancanza di accordi bilaterali necessari per effetturare i rimpatri. Accordi che non è così difficile negoziare con Stati spesso politicamente e socialmente instabili. Al momento solo 17 paesi hanno firmato tali accordi, che, peraltro, prevedono in molti casi l'esborso di soldi per far sì che le autorità dei paesi terzi accettino i propri cittadini.