17 agosto 2018
Aggiornato 11:30

Minniti sotto attacco da destra e sinistra si commuove ricordando Pamela, e...

Il ministro dell'Interno è intervenuto al Teatro Niccolini di Firenze, e ha parlato di immigrazione e sicurezza alla luce degli eventi di Macerata
Il ministro dell'Interno Marco Minniti con il segretario Pd Matteo Renzi.
Il ministro dell'Interno Marco Minniti con il segretario Pd Matteo Renzi. (ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI)

ROMA - Il ministro dell'Interno, Marco Minniti, si è visibilmente commosso ricordando Pamela Mastropietra, la ragazza uccisa e fatta a pezzi a Macerata. «Quella ragazza, quel sorriso aperto, quegli occhi bellissimi e straordinariamente vivaci potevano essere gli occhi e il sorriso delle figlie di ognuno di noi», ha detto Minniti, che ha interrotto il proprio discorso con una sofferta pausa, al Teatro Niccolini di Firenze, nel corso di un evento organizzato dal Pd con Matteo Renzi. Ma il Ministro, attaccato da destra per eccessiva prudenza nel contrasto all'immigrazione e da sinistra per un pugno considerato troppo duro, non esita a condannare gli attacchi ai poliziotti durante la manifestazione di Piacenza. «Cosa c'entrano allora i principi della nostra Costituzione e dell'antifascismo con l'aggressione brutale a quel carabiniere», a Piacenza, «che era solo caduto per terra? Non c'entrano nulla ed è per questo che oggi pomeriggio andrò a trovare quel carabiniere e il suo reparto, per manifestargli la vicinanza del Governo e del Paese" ha detto Marco Minniti, ministro dell'Interno, a Firenze.

Unica manifestazione che ho vietato? Quella di Forza Nuova
E a chi, da sinistra, lo accusa di scarsa chiarezza nel condannare i rigurgiti neofascisti, il Ministro ricorda che «In 14 mesi ho proibito una sola manifestazione, quella di Forza Nuova qualche giorno fa Macerata». «Sabato in tutta Italia ci sono state 150 manifestazioni, alcune a ricordo delle Foibe, altre antifasciste. Per 149 siti si sono svolte in tranquilla e pacifica serenità. E' merito non mio, ma di quelle forze, donne e uomini, che hanno garantito la sicurezza sul territorio», ha concluso Minniti.

Rappresaglia
Quanto alla sparatoria di Luca Traini contro gli immigrati, «l'abbiamo subito qualificata come una rappresaglia aggravata dall'odio razziale».  Traini «ha colpito con modalità di chi si era imbevuto di una cultura fascista e nazista. Come si chiamava quanto venne fatto a Sant'Anna di Stazzema? Si chiamava rappresaglia. E' chiaro ciò che stiamo parlando? Lo abbiamo detto subito: rappresaglia aggravata all'odio razziale», ha concluso Minniti.

Separare immigrazione da sicurezza
«Bisogna separare le questioni di immigrazione, sicurezza ed emergenza. Emergenza vuol dire mettere una toppa, rincorrere un problema. Immigrazione e sicurezza sono due questioni strutturali. E la vera sfida è governare queste questioni, non rincorrerle». ha poi affermato