13 dicembre 2018
Aggiornato 09:00

Dopo la denuncia del DiariodelWeb.it, Democratica cancella la fake news su Salvini

Dopo la nostra denuncia è sparito l’articolo in cui Salvini veniva accusato di discriminazione in base a una vecchia bufala
La schermata dell'articolo cancellato su Democratica, il sito di informazione del Partito Democratico che aveva rilanciato la bufala su Salvini
La schermata dell'articolo cancellato su Democratica, il sito di informazione del Partito Democratico che aveva rilanciato la bufala su Salvini (DiariodelWeb.it)

ROMA – È durato solamente poche ore l’appello ai calabresi che li invitava a non votare il leader della Lega. Il «sito di informazione del Partito Democratico», quello che pubblica i report contro le fake news, nelle fake news ci è cascato con tutte le scarpe. Da strumento che combatte le bufale, Democratica si è trasformato in sito che le rilancia. Come abbiamo raccontato proprio questa mattina in un articolo era stato ripreso il presunto post in cui Matteo Salvini scrisse in merito agli emigrati italiani «Chi scappa non merita di stare qui, lo considero un fannullone, e non è un caso che in genere siano meridionali ed africani ad andarsene, gente senza la cultura del lavoro». La data riportata, altrettanto presunta, è il 21 dicembre 2014: da almeno tre anni, infatti, si è scoperto che il leader della Lega non ha mai scritto quelle parole.

I report sulle fake news
Democratica, come detto, è il sito che riportava i report contro le bufale. Nel primo numero, ad esemoio, si possono trovare «I legami tra complottisti, Lega Nord e M5S». «Il secondo case study citato nel report – si legge – riporta il caso di una rete internazionale che porta fino alla Lega Nord e a legami con M5S». L’attentissimo osservatorio anti-bufale, citava un articolo di David Puente, ex dipendente della Casaleggio Associati, che evidenzia «come una delle principali pagine di disinformazione politica in Italia – Adesso Basta – sia direttamente collegata alla destra estrema statunitense e faccia parte di un network di siti internazionali che perseguono gli stessi fini». Rimane da capire quali siano le fake news: ma l’analisi continua: «Del network fanno parte, tra gli altri, il sito Boldbritish.co.uk – schierato a favore della Brexit e che diffonde contenuti aggressivi contro l’Unione Europea e l’immigrazione – e il sito Mideast Mania (link), che tratta di tematiche relative al Medio Oriente e sostiene posizioni anti-islam».

L’armata Brancaleone
Dopo la prima puntata sulla caccia alle fake news, è arrivata anche la seconda, altrettanto succulenta: «Ovviamente – si legge – le fake news non interessano solo l’ambito politico, ma quello politico risulta essere un universo particolarmente interessante da analizzare, perché riguarda dinamiche – come spiega il report numero due – finalizzate non al profitto economico, ma, come suggerisce l’attività delle pagine prese in esame, dedite al condizionamento dell’opinione pubblica. Un fenomeno che interessa pagine che, nel loro insieme, coinvolgono circa 700mila fan». E chissà se tra questi hanno contato anche i lettori di Democratica.

Screen salvato
Meno male che a testimoniare la colossale bufala c’è lo screenshot dell’articolo pubblicato dal «sito di informazione del Partito Democratico». Come già ricordato, si trattava di una bufala smentita da oltre tre anni. I primi a cascarci furono i 99 Posse. Almeno i cantanti partenopei, dopo aver tolto il tweet incriminato, ammisero di esserne rimasti vittime. Da Democratica invece nessuna scusa verso Salvini e i sostenitori della Lega. Sono troppo impegnati a preparare il prossimo imperdibile report sulle fake news. Chissà se parleranno anche di loro stessi.