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Renzi: «Tecnocrati pericolosi quanto i populisti»

Il Segretario del Partito Democratico: «In Europa la vera minaccia non è il populismo, ma l'assenza di politica»

Matteo Renzi con Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea
Matteo Renzi con Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea (ANSA)

MILANO - «Mai più politiche in Europa senza la politica». Per rispondere ai populisti ma anche ai tecnocrati. Il segretario Pd Matteo Renzi sintetizza così la «visione» Dem per la Ue, fino al «sogno» degli Stati Uniti d'Europa. Al temine della mattinata di lavoro dei tavoli tematici sull'Europa organizzata dall'eurogruppo Dem, Renzi tira le somme: «La vera minaccia non è il populismo, ma l'assenza di politica, il fatto che le regole vengono scritte senza un processo democratico, come un manualetto di istruzioni. Tutti dicono che la politica è la causa di tutti i mali. Noi siamo diversi: solo con la buona politica non vincono gli egoismi settoriali e dei singoli Paesi». E perchè ci sia politica, «c'è bisogno di democrazia. È un'enormità che chi decida sui bilanci non abbia un soggetto a cui renderne conto».

L'AFFONDO SUI TECNOCRATI - Perchè oltre ai populisti, a minacciare la costruzione europea per Renzi sono anche i tecnocrati: «Quando in Spagna dopo le elezioni non si riusciva a formare un governo e restava in carica il governo Rajoy, tutti a dire che la Spagna cresceva, che l'economia non aveva bisogno della politica. Sono i tecnocrati, pericolosi quanto i populisti», perchè poi si è visto che «il problema della Catalogna è esploso nel momento in cui la politica si è tirata indietro». Certo, «l'Europa fin dall'inizio è stata una costruzione che è sembrata tecnocratica. Si partì da punti concreti, il carbone e l'acciaio, ma i padri fondatori lo fecero con una visione. Cultura e diritti, i nostri valori, saranno il carbone e l'acciaio del futuro».

IDEA CHIARA DI EUROPA - Da qui la proposta di arrivare all'elezione diretta del presidente della Commissione Ue; il sostegno alla proposta di un'Europa sociale; la volontà di arrivare ad «un bilancio federale, agli eurobond, al ministro europeo delle Finanze». Proposte che fino a qualche tempo fa erano portate avanti «solo dall'Italia, nel deserto», e che ora invece vedono l'apertura da parte di Francia e Germania e «sono opportunità concrete».
Insomma, «noi abbiamo una idea chiara per l'Europa. Speriamo l'abbiano anche gli altri...».

RIFONDARE L'EUROPA - «L'alternativa è chiara: da un lato c'è il Pd che vuole rifondare l'Europa, dall'altro chi vede nell'Europa la minaccia dalla quale uscire. Non lo facciamo per i mercati finanziari, per le burocrazie e le cancellerie, ma per i nostri figli. E lo facciamo con il coraggio delle nostre proposte».
«Di Maio e Salvini hanno le stesse idee sull'euro e sull'immigrazione. Ma anche su altro. Ad esempio i vaccini. In queste ore, mentre qualcuno mostra con chiarezza i danni fatti dalla cultura antiscientifica nella vita di bambini e adulti, i M5s e la lega alla ricerca di un voto in più dei No vax arrivano a mettere in discussione l'obbligatorietà dei vaccini. Non si può neanche sorridere di questa cosa. Stiamo toccando con mano un dolore enorme».