25 luglio 2021
Aggiornato 13:30
Scuola

Roma, professore arrestato: sms di foto nudo e sesso con studentessa minorenne

L’uomo, 53 anni, è un insegnante dell’Istituto Massimo di Roma, nel quartiere Eur. Le violenze sarebbero avvenute durante ripetizioni private

ROMA – Dopo il professore sospeso del Tasso (leggi qui), un altro insegnante finisce sotto accusa. Questa volta, al termine delle indagini fatte scattare dalla denuncia dei genitori di una ragazza di 15 anni, è stato arrestato un insegnante di italiano e latino dell'Istituto Massimo che svolge anche lezioni private a studenti. Insospettiti dai continui messaggi che la figlia riceveva, il padre e la madre hanno deciso di andare a fondo, scoprendo gli abusi sessuali. Le violenze si sarebbero compiute in un’aula dove il docente teneva ripetizioni.

I messaggi
A incanalare e deviare il rapporto tra insegnante e studentessa sui binari più espliciti sono state le conversazioni fatte di messaggi sul cellulare: in tre mesi, il professore e la ragazza si sarebbero scambiati oltre 2.500 sms, per la media di 200 al giorno. Oggetto di questi messaggi sarebbero state anche molte foto, in alcune delle quali il docente si sarebbe fotografato nudo. «Però poi cancella tutto» avrebbe scritto l’uomo subito dopo gli sms più hot. Totalmente sorpresa si è mostrata la compagna del docente: non avrebbe mai immaginato che una vicenda simile potesse coinvolgere chi le è al fianco da tre anni.

La replica dell’istituto Massimo
Non si è fatta attendere la difesa dell'Istituto Massimo in cui il docente per anni ha svolto il ruolo di responsabile del doposcuola e vicepreside: «L'Istituto sta apprendendo solo ora fatti che ignorava e rispetto ai quali, ove fossero accertati, è parte offesa e quindi, in un eventuale processo penale, si costituirà parte civile. Dal punto di vista disciplinare, azionerà nei confronti del docente il procedimento disciplinare imposto dalla legge per accertare i fatti anche sotto questo profilo, che è quello che rientra nella sua diretta responsabilità». Il rettore dell'Istituto Massimo, padre Giovanni La Manna, ha dichiarato: "Sono scioccato. E' una vicenda terribile. Ci costituiremo parte civile", ha fatto sapere in un'intervista a Repubblica. "Voglio precisare che siamo vicini alla ragazza e alla sua famiglia. Anche noi, però, ci consideriamo parte lesa. Stiamo studiando le leggi per capire come sospendere subito l'insegnante dal suo incarico".