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Roma, sospeso il prof. del Tasso accusato di molestie che scriveva su «L'Unità»

Non solo firma dello storico giornale fondato da Antonio Gramsci: il prof. Maurizio Gracceva è anche nipote di un notissimo combattente della Resistenza

Roma: studenti all'esterno dello storico Liceo Tasso
Roma: studenti all'esterno dello storico Liceo Tasso (ANSA)

ROMA - La notizia del professore molestatore ha scosso il mondo di quella Roma bene che manda i figli nell’istituto dove hanno studiato personalità politiche come Giulio Andreotti, Walter Veltroni e Paolo Gentiloni fino a personaggi dello spettacolo come Carlo Verdone. Il Liceo Torquato Tasso ha deciso di sospendere il professore di Storia e Filosofia accusato di mandare messaggi hot alle proprie studentesse. A differenza di quanto può accadere con un adulto che molesta delle giovani ragazze, peggio ancora se si tratta di un loro insegnante, questa volta il clima mediatico verso il professore ha un tenore molto leggero. Nessuna gogna, anzi: addirittura viene intervistato (su Il Messaggero) per sostenere le proprie ragioni. E questo è giusto, giustissimo: ma a questo punto ci si aspetterebbe lo stesso trattamento per tutti gli uomini accusati di molestie verso donne, più o meno giovani.

«Rispondevo ai messaggi» 
Sul quotidiano romano, il professore si è difeso sostenendo che lui ha sempre e solamente risposto agli sms che gli inviavano le studentesse. «Non ho mai cercato le mie alunne – ha dichiarato al Messaggero – ho solo risposto ai loro messaggi perché il mio numero lo hanno tutti, lo do a chi me lo chiede». Sarà, ma una delle ragazze ha sostenuto che in tre mesi, con l’insegnante si è scambiata oltre 2.600 messaggi, molti riguardanti il sesso e altri sul Viagra.

«Sono solo inquietudini»
Messo alle strette, il professore non nega di parlare di altri argomenti molto diversi dal Romanticismo tedesco: «Capitava – ha sostenuto – ma non le ho mai cercate per primo». E poi ancora: «Nella scuola succede questo: oggi quando uno studente chiede il cellulare al professore, lui spesso lo dà. Si confidavano, discutevamo di filosofia ma anche delle inquietudini proprie dell'adolescenza». Sull’ipotesi di incontri extra-scolastici, Gracceva chiarisce che solo una volta ha incontrato le ragazze che lo accusano in occasione di un incontro sui manoscritti economici e filosofici di Marx: «Non ci sono mai stati altri episodi».

Nipote di un partigiano 
Maurizio Gracceva non è un professore storico del Liceo Tasso, così come non era un giornalista fisso de L’Unità dove ha firmato alcuni scritti di argomento filosofico e letterario. La sua passione per la Resistenza è testimoniata da una foto pubblicata su Patria Indipendente, la rivista dell'antifascismo e della Resistenza, edita dall'ANPI. Lo scatto del 2009 ritrae il professore con gli studenti del liceo in cui insegnava allora, il Liceo Augusto, in visita a via Tasso, insieme a Elvira Paladini, storica direttrice del Museo della Resistenza. Proprio Gracceva, come si legge nella didascalia, è nipote del partigiano Peppino Gracceva, notissimo combattente della Resistenza romana. Chissà se anche quelle ragazze avranno qualcosa da raccontare sul professore finito ora al centro delle polemiche.