30 agosto 2025
Aggiornato 13:00
Centrodestra | Politiche 2018

Berlusconi: «Il nostro Ministro dell'Economia sarà un tecnico autorevole»

Il leader di Forza Italia: «Il nostro paese ora cresce, ma la metà degli altri: non è un buon risultato». Poi l'affondo sui 5 Stelle: «No agli 'utili idioti'»

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi
Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi Foto: ANSA

MILANO - «Il nostro ministro dell'economia dovrà essere ovviamente un tecnico autorevole, ma anche una persona che conosca l'economia reale, abbia ben chiaro che esiste una sofferenza diffusa nel sistema economico, e che tenere i conti in ordine è un obiettivo che si realizza meglio se il Paese ricomincia a crescere davvero». Lo dice il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in una intervista al «Foglio».
Quanto ai risultati del governo Gentiloni, «l'Italia non vive isolata dal mondo, i risultati economici di un governo vanno giudicati in base allo scenario internazionale in cui si collocano. Noi abbiamo governato nel bel mezzo della peggiore crisi economica mondiale del dopoguerra, ora siamo nel pieno di una fase di crescita molto sostenuta in alcune regioni del pianeta, e rilevante anche in Europa. L'Italia oggi cresce, certo, come tutto il mondo, ma cresce la metà del resto dell'Unione Europea. E' un risultato del quale andare fieri?».

L'affondo sui Cinque Stelle
Nell'intervista al Foglio, Berlusconi mette in guardia gli italiani dai Cinque Stelle. «Sono il più grave pericolo per il futuro dell'Italia dal dopoguerra. La loro finta democrazia diretta maschera, come tutti sanno, il potere effettivo di pochissime person - avverte - è lo stesso centralismo democratico dei vecchi partiti comunisti, governato in questo caso da un politburo molto ristretto, costituito da un vecchio comico, un oscuro professionista della comunicazione, e forse la figurina Di Maio». Quindi, continua: "L'idea che l'Italia possa cadere nelle loro mani è assolutamente pericolosa, ed è un pericolo reale, immediato. Se davvero alcune figure della cultura, dell'economia, dell'impresa non se ne rendessero conto, e pensassero di usare i grillini per trarne qualche vantaggio, rischierebbero di fare la parte di quelli che Lenin chiamava 'utili idioti', da usare e poi da eliminare».