24 ottobre 2018
Aggiornato 06:30

I Savoia ci riprovano con il messaggio di fine anno agli italiani di Vittorio Emanuele

Dalla Grande Guerra al voto, passando per la questione Pantheon, ecco cosa ha scritto Vittorio Emanuele agli italiani
Vittorio Emanuele di Savoia
Vittorio Emanuele di Savoia (ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

ROMA - Il Centenario della Prima Guerra Mondiale, un pensiero alle Salme Reali auspicandone la traslazione al Pantheon di Roma e le prossime Elezioni Politiche: sono i principali temi trattati dal principe Vittorio Emanuele, Capo della Real Casa di Savoia, nel suo «Messaggio di fine anno agli Italiani».

«Ringraziamento»
«Cari Italiani - scrive il principe - , questo tradizionale momento d'incontro epistolare mi consente, a nome di tutta la mia Casa, di porgere a Voi ed alle Vostre Famiglie i più calorosi auguri per il nuovo anno, formulando i migliori auspici per la nostra Patria. Questa consuetudine, ereditata dal mio Augusto Genitore, S.M. il Re Umberto II, vuole anche essere un ringraziamento a quanti manifestano il loro affetto ed il loro attaccamento a Casa Savoia ed alla Sua storia: una circostanza che suona particolarmente indicata in queste settimane. Infatti, il mese di Dicembre, ha visto compiersi un evento storico: il rientro in Italia delle Spoglie dei miei Augusti Avi, le LL.MM. il Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena. Per la mia Casa, si è trattato di un momento molto commovente: non so descrivere l'emozione che ho provato nel sostare dinnanzi ai due sepolcri collocati ora presso il Santuario di Vicoforte e nel rivedere finalmente ricongiunti i Sovrani nella tomba, nel cuore del Piemonte sabaudo. Moltissime persone ci hanno scritto da ogni parte d'Italia per condividere con noi tale emozione: ad ognuna di esse rivolgo il nostro più sentito ringraziamento per il calore con cui hanno partecipato a questo momento».

Pantheon?
«Non posso però esimermi - aggiunge Vittorio Emanuele -, anche in questa circostanza, dal ricordare come l'unico luogo destinato ad accogliere le Spoglie dei Sovrani d'Italia defunti resti il Pantheon di Roma e, insieme a tutta la mia Casa, continueremo a batterci affinché questo sia possibile. In particolare, auspico che anche le Salme dei miei Augusti Genitori, le LL.MM. il Re Umberto II (Sovrano che scelse di sacrificare sé stesso percorrendo la via dell'esilio per scongiurare il rischio di una guerra civile e la cui correttezza istituzionale fu elogiata tra gli altri da Enrico De Nicola, Luigi Einaudi e Winston Churchill) e la Regina Maria José, che riposano ancora lontano dall'Italia, possano essere presto traslate al Pantheon».

«No glorificazioni, ma obiettività»
«Alla luce di quanto sopra - prosegue la lettera del principe -, mi auguro che il Centenario della Vittoria nella Prima Guerra Mondiale, che portò l'Italia al pieno compimento della Sua Unità nazionale con la redenzione di Trento e di Trieste e che ricorrerà il prossimo 4 Novembre, possa essere l'occasione per approfondire in modo più serio e scevro da pregiudizi il ruolo e la storia della Monarchia italiana nel Novecento. Nessuno chiede glorificazioni, ma allo stesso tempo è diritto della mia Casa e di ogni Italiano pretendere che tale argomento sia trattato con obiettività e serietà, senza dividersi in incomprensibili tifoserie, male endemico del nostro tempo. Il mio auspicio è che lo spirito del Piave possa rinnovarsi in questo 2018 con una piena ripresa morale e materiale della nostra Patria, le cui risorse culturali e creative sono infinite. Tra le tante voci che ho ascoltato in questi giorni, ho raccolto quelle di molti giovani che dimostrano talento, energia e competenza, che hanno fatto propri i valori del Risorgimento e che credono nei pilastri dell'identità nazionale, della difesa delle nostre radici cristiane e dei principi democratici. La politica ha il dovere di offrire loro risposte credibili, assicurandogli un futuro dignitoso, senza bisogno di cercarlo forzatamente lontano da casa».

La stoccata sulle Politiche...
«A Marzo - considera quindi Vittorio Emanuele -, si terranno le elezioni politiche. Un momento importante per la nostra Patria, che deve essere occasione per ribadire sopra ogni fazione come l'interesse nazionale, la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra sicurezza e la nostra libertà, debbano essere difese senza se e senza ma. L'Italia ha il diritto di pretendere il ruolo che le spetta in Europa e ha il dovere di proteggere con determinazione le proprie frontiere. Quello che tutti gli Italiani auspicano è una politica del 'giusto mezzo' e dell'equilibrio, che possa garantire ai nostri figli un futuro di serenità, con un governo stabile e forte, legittimato dal voto popolare».

Un messaggio per Papa Francesco
Inoltre, «rivolgo un grato pensiero al Santo Padre Francesco, perché possa sempre guidare la Chiesa con rinnovato slancio ed instancabile energia. Al Papa assicuro la fedeltà della mia Casa al Magistero della Chiesa nostra Madre. A tutti i Servitori dello Stato e, tra questi, a quanti portano con orgoglio le Stellette, giunga il mio più vivo apprezzamento per la loro instancabile opera. In particolare, indirizzo un grato pensiero a quanti sono impegnati nelle missioni di pace all'estero che trascorreranno il Capodanno lontani dalle proprie famiglie ed a coloro che si accingono a partire per il Niger». "Infine, rivolgo un caloroso augurio, nel segno dell'indomito spirito di Pastrengo e di Vittorio Veneto, al Generale Giovanni Nistri ed al Generale Salvatore Farina, rispettivamente designati Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri e Capo di Stato Maggiore dell'Esercito. A Voi tutti ed alle Vostre Famiglie, cari concittadini - conclude Vittorio Emanuele -, giunga il mio più fervido augurio per uno splendido 2018».