Italia | Elezioni politiche 2018

Per la sua ultima occasione Berlusconi sfodera gli assi nella manica: povertà, tasse e immigrazione

Il leader di Forza Italia sente di aver già vinto, e in una intervista a Il Giornale racconta cosa farà nei suoi primi 100 giorni di governo

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi
Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi (ANSA/JULIEN WARNAND)

ROMA - Cosa succederà il 5 marzo? "Succede che il primo partito della coalizione - che saremo noi - si insedierà al governo e realizzeremo le parti più urgenti del nostro programma: lotta alla povertà, controllo dell'immigrazione, abbattimento delle tasse. Come programma per i primi cento giorni non è male, mi pare». E' quanto afferma il leader di Fi Silvio Berlusconi in una intervista al Giornale nella quale sottolinea di essere di nuovo in campo per dare speranza. Berlusconi guarda con preoccupazione al fenomeno dell'astensione. "Ogni cittadino che non va a votare è un fallimento della democrazia». "I motivi di insoddisfazione verso la politica sono tanti - aggiunge - e più che legittimi, ma il non voto, come pure il voto di pura protesta, non li risolve, anzi li aggrava. Ma con il pessimismo e con la rassegnazione non si costruisce nulla di buono, né nella vita dei singoli, né in quella di una collettività. E io sono in campo proprio per convincere gli italiani e per restituire a tutti un po' di speranza".

I tre punti dei primi 100 giorni
Lotta alla povertà, riduzione del carico fiscale e contrasto all'immigrazione clandestina e incontrollata sono i tre cavalli di battaglia che il Cavaliere mette in campo per convincere ancora una volta gli italiani. Certo ammette di non essere stato in formissima negli ultimi anni, ma oggi si dice pronto a combattere come e più di prima. "È dal 1994 che chi mi vuole bene mi scongiura di non occuparmi di politica. Tuttavia è una costante della mia vita quella di tentare imprese che tutti, anche le persone più vicine a me, giudicavano impossibili. E invece ho sempre avuto ragione io». È avvenuto quando "ho costruito le nuove città modello, quando ho creato la tv commerciale in Italia, quando ho fatto del Milan il club più forte del mondo, quando ho creato dal nulla un movimento politico che in due mesi ha vinto le elezioni, quando ho quasi costretto Bush e Putin a firmare a Pratica di Mare il trattato che ha suggellato la fine della Guerra Fredda... Vuole che mi fermi per una semplice operazione al cuore?".

Ancora una volta ago della bilancia?
"Berlusconi in procinto di ricoprire un ruolo fondamentale nel voto italiano», dunque? Così titola persino il Wall Street Journal, che ha dedicato un articolo al fondatore di Forza Italia appena il giorno dopo lo scioglimento della Camere e l'annuncio che le prossime elezioni politiche si terranno il 4 marzo. I sondaggi danno Forza Italia soltanto al 16%, ma il partito - sottolinea il quotidiano - potrebbe essere decisivo per la formazione di un nuovo governo. Il Wall Street Journal ha ricordato il lancio ufficioso della campagna elettorale di Berlusconi con una recente intervista televisiva. "La televisione è l'unico tipo di media usato da molti anziani, che sono nostalgici del primo ingresso in politica di Berlusconi" ha commentato Carlo Freccero, che per diversi anni ha lavorato come autore televisivo e direttore delle reti di Berlusconi, ora membro del Consiglio di amministrazione della Rai.

L'avversario è il M5s
L'avversario da battere non possono che essere loro, i 5 Stelle, Berlusconi lo ribadisce spesso. "Grillo ha portato in Parlamento persone che prima di fare politica non avevano mai fatto nulla. Ora sono diventati dei veri professionisti della politica perché vivono esclusivamente dell'emolumento parlamentare. Questo vale proprio in particolare per il loro candidato premier" Luigi Di Maio. "Noi invece stiamo selezionando persone che non hanno mai fatto politica, ma che nel lavoro, nelle professioni, nell'impresa, nella cultura, nel volontariato siano vere e proprie eccellenze che abbiano dimostrato con i fatti non soltanto, ovviamente, assoluta onestà e capacità, ma anche di saper portare a casa dei risultati concreti e significativi".

"Solo persone che non hanno mai fatto politica"
In merito alla selezione della classe dirigente, "Grillo ha portato in Parlamento persone che prima di fare politica non avevano mai fatto nulla", afferma Berlusconi. "Ora sono diventati dei veri professionisti della politica perché vivono esclusivamente dell'emolumento parlamentare. Questo vale proprio in particolare per il loro candidato premier». "Noi invece stiamo selezionando persone che non hanno mai fatto politica - prosegue il numero uno di Forza Italia - ma che nel lavoro, nelle professioni, nell'impresa, nella cultura, nel volontariato siano vere e proprie eccellenze che abbiano dimostrato con i fatti non soltanto, ovviamente, assoluta onestà e capacità, ma anche di saper portare a casa dei risultati concreti e significativi". Sull'astensione, sottolinea ancora Berlusconi, "ogni cittadino che non va a votare è un fallimento della democrazia. I motivi di insoddisfazione verso la politica sono tanti e più che legittimi, ma il non voto, come pure il voto di pura protesta, non li risolve, anzi li aggrava".

Di Maio rivendica il reddito di cittadinanza
Dal canto suo il leader M5s Luigi Di Maio replica a tono: "Sono anni che parliamo" del reddito di cittadinanza, una "misura" che è "il primo dei 20 punti che abbiamo presentato agli italiani nel 2013. Adesso a pochi giorni dal voto per le politiche, quelli che hanno sempre remato contro questa misura di civiltà improvvisamente ci copiano». "Ci fa piacere, per esempio, che anche Berlusconi l'abbia scoperto. Per cinque anni i suoi hanno votato contro la nostra proposta in Parlamento e ora in campagna elettorale cominciano a parlare di reddito di dignità, che è un modo gentile per dire che ci hanno copiato il reddito di cittadinanza, ma senza ammetterlo", attacca Di Maio. Inoltre, osserva, "non c'era bisogno di scomodare Milton Friedman per rendersi conto che non si possono lasciar morire di fame milioni di italiani". 

M5s accanto ai poveri?
Di Maio sottolinea, nel suo post sul blog di Beppe Grillo, che "sono giorni in cui si parla tanto di lotta alla povertà. Ieri mattina a Milano abbiamo fatto visita all'associazione "Pane Quotidiano", che si occupa di sostegno alle fasce più povere della nostra società». Il Presidente dell'associazione ha detto che il 70% delle persone che assistono ogni giorno sono pensionati che ricevono ogni mese una somma così bassa da non riuscire nemmeno a comprare da mangiare. "Assurdo!». "In Italia - aggiunge l'esponente del Movimento cinque stelle - ci sono oltre 10 milioni di poveri e la misura che proponiamo da anni per affrontare seriamente questo problema è il reddito di cittadinanza». Costa 17 miliardi di euro, di cui 14 servono proprio ad aiutare chi vive sotto la soglia di povertà a trovare un lavoro e non a prendere soldi senza fare nulla. Infine, ribadisce che il M5s crede "fortemente nel reddito di cittadinanza perché è una misura espansiva che permetterà alle imprese di avere nuovi consumatori e che servirà a rilanciare le economie delle nostre città e l'economia reale. Non c'era bisogno di scomodare Milton Friedman per rendersi conto che non si possono lasciar morire di fame milioni di italiani".