5 dicembre 2019
Aggiornato 20:00

Centrodestra: Meloni lancia il nuovo simbolo di Fdi e cerca la coalizione, ma non a tutti i costi

Dal congresso di Fratelli d'Italia a Trieste la leader Giorgia Meloni detta chiaramente la sua linea. Anche agli eventuali alleati

Ignazio La Russa presenta il nuovo simbolo dei Fratelli d'Italia vicino alla presidente Giorgia Meloni al congresso nazionale del partito al PalaRubini di Trieste
Ignazio La Russa presenta il nuovo simbolo dei Fratelli d'Italia vicino alla presidente Giorgia Meloni al congresso nazionale del partito al PalaRubini di Trieste ANSA

TRIESTE - Fratelli d’Italia farà «di tutto» per creare una coalizione di centrodestra che si candidi a governare il Paese, purché ci siano le «condizioni» per farlo. Lo assicura Giorgia Meloni, che nei giorni scorsi aveva già ammesso di essere tentata dalla corsa in solitaria e che al congresso di Trieste, oltre a cambiare il simbolo del partito, ha ribadito la possibilità di un piano B: «Vogliamo vincere le elezioni e dare all’Italia un governo dignitoso, ma le coalizioni non si fanno per forza, si fanno se ci sono le condizioni, altrimenti ci sono altre strade»«Faremo di tutto per realizzare una coalizione di centrodestra, vogliamo vincere le elezioni e dare all’Italia un governo dignitoso, ma le coalizioni non si fanno per forza». Lo ha sottolineato la presidente di Fdi, Giorgia Meloni, durante l’intervento che ha chiuso a Trieste il secondo congresso nazionale del partito. La coalizione, ha avvisato Meloni, «si fa se ci sono le condizioni, altrimenti ci sono altre strade». Un messaggio rivolto, «con chiarezza e umiltà», a chi ha pensato finora che i Fratelli d’Italia potessero essere considerati «figli di un dio minore della coalizione». Per Meloni «questo tempo è finito» perché Fdi non sarà più un «movimento che accetta condizioni poste da altri, che si accontenta di uno strapuntino.Siamo e siamo stati la forza trainante del centrodestra in diverse occasioni» ha rivendicato riferendosi, in particolare, alle recenti elezioni siciliane.

"Prima gli italiani"
D’altra parte Meloni le sue di condizioni agli alleati le ha dettate eccome, e si tratta di un programma coerente con il principio «prima gli italiani», una commissione per valutare le candidature e avere liste pulite, un impegno a non prestare, in caso di non vittoria del centrodestra, i propri voti per fare un «inciucio» con il Pd e il Movimento Cinque Stelle. Sono i requisiti scanditi dal palco del congresso, che l’ha confermata per acclamazione alla presidenza.

Nuovo simbolo e nuovi vecchi volti
Una conferma scontata che segna però anche un punto di svolta per il partito, nato solo cinque anni fa. Ora che la storia della destra italiana è stata «messa in sicurezza», quella che «non volevamo – ha detto Meloni – finisse con gli scandali della casa di Montecarlo», è ora il momento di andare «oltre i confini», di diventare il «partito dei patrioti», capace di «interpretare una stagione che è anche post ideologica». È l’inizio della fase 2.0 di Fdi, confermata anche dal nuovo simbolo, nel quale sparisce l’insegna di Alleanza Nazionale, ma resta, più in grande e ristilizzata, la fiamma dell’Msi. Quanto ai volti nuovi auspicati da Meloni per ora si tratta soprattutto di ritorni: quello di Guido Crosetto, che farà campagna elettorale ma ha detto di non volersi candidare, e quello di Daniela Santanchè, che ha detto di essere passata a Fdi pur rimanendo «ferma come un paracarro».

"Centrodestra sia casa delle identità non delle libertà"
Per la presidente di Fdi, Giorgia Meloni, «il centrodestra deve trovare unità dietro la parola identità, questa la proposta che faremo al tavolo del centrodestra: non più la casa delle libertà, ma delle identità». Lo ha detto durante l’intervento conclusivo del secondo congresso nazionale del partito. Tra le «condizioni» poste gli alleati Meloni ha citato un «patto antinciuci con le due sinistre, cioè la sinistra e l’M5s», liste pulite e selezione sulle candidature attraverso una commissione di garanti, sintesi sui programmi che dica «prima gli italiani».