30 agosto 2025
Aggiornato 00:00
Infrastrutture

Autostrade, dal Governo ancora «regali» alla famiglia Benetton

Il governo Gentiloni ha deciso di prorogare fino al 2042 le concessioni ad Autostrade per l'Italia (Aspi) della famiglia Benetton giustificando la sua scelta con la necessità di costruire la Gronda

Il fondatore del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo
Il fondatore del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo Foto: ANSA/CLAUDIO PERI ANSA

ROMA - Il governo Gentiloni ha deciso di prorogare fino al 2042 le concessioni ad Autostrade per l'Italia (Aspi) della famiglia Benetton giustificando la sua scelta con la necessità di costruire di un'unica opera, la Gronda di Genova. Si tratta di una grande opera infrastrutturale da 4,3 miliardi di euro. Secondo i deputati del MoVimento 5 Stelle della commissione Trasporti, che sono intervenuti durante il question time in Commissione Ambiente e hanno commentato la risposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, però, «devasterà il territorio e non migliorerà la viabilità».

La denuncia del Movimento 5 stelle
In base alla risposta del Sottosegretario Del Basso De Caro, per realizzare una sola opera da 4,5 miliardi, la Gronda di Genova, ad alto impatto ambientale, che non andrà nemmeno a servire il porto e quindi non servirà a decongestionare la trafficatissima superstrada esistente, il Governo «ne regala» ai Benetton 23 (17 per il valore della proroga e 6 di buonuscita, se lo Stato vorrà ritirare le concessioni a scadenza), il che significa «consegnare a tempo indeterminato la gestione del 40% della rete autostradale italiana, 3mila chilometri complessivi, ad un unico gruppo imprenditoriale», dichiara Arianna Spessotto, capogruppo 5stelle in commissione Trasporti e promotrice del question time. «Un modus operandi truffaldino - attaccano ancora gli esponenti pentastellati - architettato solo per far arricchire i signori delle Autostrade sulle spalle dei cittadini».

Troppe "regalie" ai signori delle autostrade
Secondo Spessotto la previsione di una buonuscita miliardaria «non è giustificabile» né dal punto di vista dei conti pubblici né dalle più elementari regole sulla concorrenza. Questa operazione, oltre a prolungare la speculazione su un bene comune, avrà come conseguenza un ulteriore aumento dei pedaggi autostradali del 2,5% fino al 2038, già lievitati progressivamente negli ultimi anni, a danno dei cittadini, a fronte di investimenti quasi nulli nel miglioramento delle infrastrutture. «Non si può continuare a garantire ai signori delle Autostrade rendimenti sicuri sui beni dello Stato senza che per loro vi sia alcun rischio industriale» attacca il Movimento 5 stelle. «Come previsto dal nostro programma di governo, queste proroghe e regalie ingiustificate vanno fermate, riportando in capo allo Stato le concessioni autostradali in scadenza, per poi decidere, in base ad analisi costi-benefici, cosa rimettere a gara, garantendo la piena ed effettiva trasparenza sui contratti in corso, così come già indicato dall'Antitrust e dall'Anac», concludono i parlamentari 5stelle.