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Sicilia: M5S, arrestato per estorsione primo dei non eletti. La dura replica di Meloni

È stato arrestato per estorsione Fabrizio La Gaipa, candidato risultato primo dei non eletti del M5S ad Agrigento. Le accuse sono arrivate da due dipendenti dell'albergo che gestisce

Fabrizio La Gaipa in un fermo immagine da un video sul sito Rousseau
Fabrizio La Gaipa in un fermo immagine da un video sul sito Rousseau (ANSA)

AGRIGENTO - La squadra mobile di Agrigento, ha arrestato per estorsione Fabrizio La Gaipa, imprenditore 42enne e candidato alle ultime elezioni regionali, risultato primo dei non eletti del M5S ad Agrigento. Due dipendenti dell'albergo che gestisce lo hanno accusato di averli costretti a firmare delle buste paga gonfiate: la cifra che risultava sul documento, in realtà, era più alta rispetto a quella realmente elargita ai lavoratori. Prima di La Gaipa, alle elezioni sono arrivati Mangiacavallo (14 mila preferenze) e Di Caro (5.900 voti).

Critiche da Giorgia Meloni - Cos’è successo, dunque, nell’ultima tornata elettorale che ha riguardato il governo regionale siciliano? «Nelle liste siciliane è accaduto che purtroppo ci sono state delle persone che obiettivamente non erano candidabili e non erano da candidare» è stato il commento che Giorgia Meloni ha rilasciato alla trasmissione Non Stop News, su Rtl 102,5. Secondo la leader di Fratelli d’Italia, è molto difficile per i partiti politici avere la certezza di tutti i candidati che mettono nelle loro liste: «Ricordiamoci che in una elezione come quella siciliana sono decine e decine i candidati che ciascun partito mette nelle proprie liste». Poi, è arrivata la frecciata contro i Cinquestelle: «È successo che molti di quelli che si vantavano di essere i più presentabili in realtà alla fine erano i più impresentabili. È il caso del M5S e di una campagna elettorale fatta tutta cercando di gettare fango sui propri avversari. Lo dico da persona e da  partito politico che non ha avuto alcun problema nelle elezioni siciliane. Noi siamo molto rigidi nella definizione dei nostri candidati. Non ci sono stati 'impresentabili' nelle nostre liste».

Non solo La Gaipa - Quello dell’imprenditore di Agrigento non è l’unica tegola che si è abbattuta sul dopo-elezioni siciliane. Tre giorni dopo il voto delle regionali, era stato arrestato con l'accusa di evasione fiscale Cateno De Luca, eletto con l’Udc, assolto nelle ore successive in un altro processo che lo ha visto scagionato dalle accuse di concussione, abuso d'ufficio e falso in atto pubblico. Poi, dopo De Luca, è toccato a Edy Tamajo, eletto con quasi 14 mila preferenze nelle fila di Sicilia Futura, e raggiunto da un avviso di garanzia con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale.

Impresentabili a chi? - Ma altre accuse sono arrivate al movimento di Beppe Grillo: «Il M5S – ha sottolineato Giorgia Meloni – ha fatto una campagna elettorale incentrata sul tema degli «impresentabili» e si è scoperto che poi i più impresentabili erano loro, che hanno avuto un arrestato  per estorsione, un altro che è finito su tutti i giornali per essere stato il paladino dell'antiabusivismo essere stato indagato per abusivismo, un altro che voleva dare fuoco a Ettore Rosato, suo avversario politico e che il candidato del M5S alla Presidenza della Regione Siciliana aveva già incaricato di dare l'assessore in caso di vittoria». Secondo l’ex ministro della Gioventù, dunque, tutti i più impresentabili erano dei Cinquestelle.