23 ottobre 2019
Aggiornato 11:30

Tesi di dottorato copiata, così l'Imt salva Marianna Madia?

L'Alta Scuola Imt di Lucca non avvierà alcun procedimento contro il ministro della PA, Marianna Madia, ma restano non pochi dubbi sulla sua tesi di dottorato

La ministra della PA, Marianna Madia, è accusata dal Fatto di aver copiato la sua tesi di dottorato
La ministra della PA, Marianna Madia, è accusata dal Fatto di aver copiato la sua tesi di dottorato ANSA

LUCCA - L’Alta Scuola Imt di Lucca non avvierà alcun procedimento contro il ministro della Pubblica amministrazione dei governi Renzi (prima) e Gentiloni (poi), Marianna Madia, ma restano non poche perplessità sul presunto plagio con frode scientifica che riguarderebbe proprio la sua tesi di dottorato discussa nel 2008. Ad aprire il caso fu Il Fatto Quotidiano, che nel marzo del 2017 analizzò la tesi in questione rilevando che in ben 35 pagine su 94 totali del documento molti passaggi risultavano identici a quelli già presenti in altre pubblicazioni accademiche. La ministra, però, non riportava alcuna citazione lasciando credere che fossero farina del suo sacco. Secondo l'indagine del Fatto ben 4mila parole erano senza chiara attribuzione nei tre capitoli della tesi.

Nella tesi della Madia brani di altri autori senza citazione
Scriveva nel marzo 2017 Laura Margottini su Il Fatto che «in tre sottocapitoli della tesi del ministro, la quantità di passaggi che risultano originariamente presenti in articoli di altri autori non citati dove appaiono nella tesi, è rispettivamente del 40%, del 56% e del 79%. E in sette pagine su 95 si va dal 56% all’89% di testo identico a quello di altri autori, senza virgolette né attribuzione della fonte». Nel mondo accademico la pratica di «copiare» interi passaggi senza citare la fonte è giudicata molto severamente e non di rado il titolo di laurea viene addirittura ritirato. L'inchiesta de Il Fatto ha quindi costretto la Scuola ad aprire un'indagine interna che è durata oltre sei mesi e si è conclusa in questi giorni.

Plagio o non plagio?
Il 27 ottobre l’Alta Scuola Imt di Lucca ha chiuso definitivamente l’istruttoria senza riscontrare nella tesi nessuna criticità. Ma l'Ateneo ha deciso tuttavia di tenere segreto il verbale conclusivo dell’indagine e i nomi degli esperti chiamati nella commissione che ha analizzato il testo della Madia. Un'anomalia: perché la procedura standard prevede invece la pubblicazione dei nomi dei membri della commissione e le conclusioni dell'inchiesta accademica. C'è inoltre un altro aspetto della tesi di dottorato della Madia che merita una riflessione. Il terzo e ultimo capitolo della tesi avrebbe dovuto descrivere un esperimento originale condotto dalla dottoranda e la Madia ha dichiarato di averlo realizzato presso l’Università di Tilburg, in Olanda, dove trascorse un periodo di studi nel 2008. Ma l'ateneo olandese l'ha smentita sostenendo che di quel presunto esperimento non c'è mai stata traccia. Né, tra l'altro, venne mai autorizzato. L'Alta Scuola Imt di Lucca ha chiuso la questione. Ma i dubbi sul presunto plagio con frode scientifica ad oggi restano immutati.