3 giugno 2020
Aggiornato 06:30
Decennale del Partito democratico

Pd festeggia 10 anni, Veltroni: «Proviamo a non litigare, almeno per 24 ore»

L'ex sindaco di Roma ha tributato il suo omaggio a Prodi e a quel governo dell'Ulivo che «è stato il migliore della storia repubblicana»

Walter Veltroni
Walter Veltroni ANSA

ROMA - C'è la «Canzone popolare», inno de l'Ulivo, e «Mi fido di te», la colonna sonora della campagna di Walter Veltroni, ma nel Pd che oggi festeggia i sui primi dieci anni la foto di famiglia è molto cambiata.

Al Teatro Eliseo di Roma è stato celebrato l'anniversario della fondazione del Partito democratico. Sul palco il primo segretario Veltroni, il premier Paolo Gentiloni, l'attuale segretario Matteo Renzi ma in platea mancavano, naturalmente, Pierluigi Bersani e Massimo D'Alema, ma anche Romano Prodi, a cui il teatro ha dedicato un lungo applauso quando Veltroni lo ha citato all'inizio del suo intervento. E se c'era quasi tutto il governo (tra gli altri i ministri Dario Franceschini, Luca Lotti, Graziano Delrio, Roberta Pinotti, Marianna Madia, Giuliano Poletti, Claudio De Vincenti, Valeria Fedeli e la sottosegretaria Maria Elena Boschi) mancava anche la minoranza attuale del Pd, a partire dal ministro della Giustizia Andrea Orlando per arrivare a Gianni Cuperlo e Michele Emiliano.

Ad aprire la mattinata è stato Veltroni, che ha tributato, come detto, il suo omaggio a Prodi e a quel governo dell'Ulivo che «è stato il migliore della storia repubblicana soprattutto per l'autorevolezza e l'apertura di chi lo presiedeva» e che è stato abbattuto «da due mali storici della sinistra: il massimalismo e le divisioni». Oggi Veltroni invita il Pd a non avere «paura della parola sinistra» consapevole che «è la possibile grande risorsa di questa Paese a condizione che sia all'altezza dei principi che lo hanno fatto nascere». Proprio ricordando le divisioni che hanno affossato l'Ulivo, Veltroni ha auspicato che i Dem facciano alleanze ma «prima delle elezioni» e non «spurie». E che diano un segnale di unità, perchè «la notizia che un elettore sinistra vorrebbe sentire è: un giorno, anche solo 24 ore, senza una scissione o un litigio».

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