23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Movimento 5 stelle

Rosatellum, Di Maio: «Non sanno vincere senza imbrogliare»

Il candidato premier del M5s scrive a Mattarella e chiede l'eliminazione della quota proporzionale, «un elemento truffa»

ROMA - La quota proporzionale del Rosatellum bis non pone i partiti sullo stesso livello: favorisce il Pd (e i suoi eventuali alleati e le liste civetta) e danneggia il Movimento 5 Stelle. Lo scrive in una lettera aperta sul Corriere della Sera il candidato premier dei pentastellati Luigi Di Maio che invita il capo dello Stato Sergio Mattarella ad intervenire perchè «questo elemento di truffa venga eliminato dalla legge».

«Supponiamo che alle prossime elezioni - ha spiegato Di Maio - i partiti del centrosinistra in coalizione prendano rispettivamente: Pd il 25%, Partito pensionati 1,5%, Partito di Pisapia 2,5%, Partito di Alfano 2,5%, Lista civetta 1,5%. Tutte le liste sotto il 3% - ha rilevato - non entreranno in Parlamento ma i loro voti non vanno persi né vengono distribuiti equamente a tutti gli altri partiti (come nel sistema tedesco) ma in questo caso vanno tutti al Pd». Per il vicepresidente della Camera "in questo modo il Pd - invece di prendere un numero di seggi proporzionale al 25% dei voti ottenuti - ne prenderà un numero proporzionale al 33%, che significa il 32% in più dei seggi rispetto a quelli che gli spetterebbero». «Quello che sto cercando di spiegare - ha scritto Di Maio - è che il problema di questa legge elettorale non è la componente maggioritaria ? che non sto considerando ? ma il sistema di assegnazioni dei seggi nella quota proporzionale, che fa confluire tutti i voti delle liste civetta e dei partitini al partito più grande della coalizione falsando così completamente il risultato del voto. Questo incentiverà a dismisura la creazione di liste civetta».

Il problema, per Di Maio, è «il voto di quei 1 milioni di italiani» che hanno scelto 5 Stelle, cioè di «un terzo degli elettori, che pesa meno del voto degli altri italiani. Questa legge elettorale fa sì che 1 milioni di italiani non siano uguali agli alttri». Quindi «faccio un appello con il massimo rispetto al capo dello Stato Sergio Mattarella - conclude Di Maio - perché una legge che ha una quota proporzionale in cui il voto di un terzo degli elettori italiani conta meno è una falsificazione della volontà popolare troppo grande. Quindi chiediamo al capo dello Stato di intervenire per pretendere che almeno questo elemento di truffa venga eliminato dalla legge. Noi ci accingiamo ad affrontare una campagna elettorale con le tv e la stampa contro. Avere anche le regole del gioco contro non ha più nulla a che vedere con la democrazia».