9 luglio 2020
Aggiornato 19:30
Verso le elezioni

Brambilla lancia la campagna elettorale del Movimento animalista

L'ex ministra a Milano, durante l'assemblea pubblica dal titolo "Difendi la vita" in un gremito teatro Dal Verme

ROMA - «In un Paese dove si ferma tutto, solo la caccia non si ferma mai. Rifletta il ministro Galletti ed attivi i poteri del governo per sostituirsi all'inerzia delle Regioni e sospendere in extremis la stagione venatoria». Lo ha detto l'ex ministra Fi Michela Vittoria Brambilla, presidente nazionale del Movimento animalista, a Milano, durante l'assemblea pubblica dal titolo «Difendi la vita» che di fatto ha aperto la campagna elettorale della nuova formazione politica in un gremito teatro Dal Verme.

L' Assemblea pubblica é stata preceduta da un corteo robusto: animalisti, di tutte le provenienze, si sono riuniti nel nuovo partito animalista e rappresentano l'anima piu movimentista della formazione. «Siamo in perfetto orario - ha detto l'ex ministro del Turismo ad una folta platea di militanti riunita al teatro Dal Verme - per fare tre cose: protestare contro l'apertura della caccia, cominciare ad illustrare il nostro programma, fare il punto sull'organizzazione del Movimento. Perché oggi? Perché da domani, in quasi tutte le Regioni italiane, centinaia di migliaia di cacciatori apriranno il fuoco su milioni di creature indifese, perché questa mattina, nella prima direzione nazionale, abbiamo approvato le linee principali del programma, e perché oggi diamo il via alla maratona che avrà come traguardo l'elezione di un nuovo Parlamento».

Brambilla, in questa legislatura presidente della commissione bicamerale per l'Infanzia, ha denunciato la «guerra di sterminio» contro gli animali selvatici «dichiarata dalla filiera governo-Regioni-cacciatori». Non si tratta solo dell'indifferenza verso le condizioni degli animali selvatici dopo un'estate di siccità e incendi, verso gli accorati appelli delle associazioni e perfino verso i suggerimenti dell'Ispra, solitamente di manica larga con il mondo venatorio, ma di un'intera politica espressa in questa legislatura: dallo scioglimento del Corpo forestale dello Stato, ai regali per le doppiette (in particolare quelle del Trentino-Alto Adige), al folle piano per la caccia selettiva al lupo, alla prima uccisione deliberata di un orso (KJ2) da quando è iniziato il programma di ripopolamento.

«Per togliere alla lobby della caccia e delle armi la protezione di cui gode - sottolinea l'ex ministro - non c'è altra via che mandare a casa chi svende a pochi il patrimonio di tutti. Ecco il perché di una grande novità: un partito che per la prima volta, nell'agenda di governo, dà priorità alla tutela degli animali e dell'ambiente, chiedendo per prima cosa che siano riconosciuti in Costituzione come 'esseri senzienti' e proponendo, tra l'altro, un piano nazionale contro il dissesto idrogeologico che non sia semplicemente l'elenco dei cantieri aperti con le relative necessità economiche, ma finanzi effettivamente la messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico e privato a rischio di terremoti, frane, alluvioni. Non illudiamoci: ci vorranno vent'anni e tante ingenti risorse oltre ai 13 miliardi già programmati e non spesi. D'altra parte, a differenza di chi ci governa e si autodefinisce 'ambientalista', non possiamo tollerare di vivere in un Paese, dove, tra le altre iatture, sette milioni di persone sono esposte a catastrofi naturali, il Paese dei cento campanili e delle cinquecentomila frane, il Paese dove un temporale a Livorno fa gli stessi morti del passaggio dell'uragano Irma sull'intero stato americano della Florida, il Paese - sembra un indovinello - che brucia d'estate ed annega d'inverno».

A quattro mesi dalla fondazione, il Movimento sta raccogliendo diverse adesioni (anche provenienti da altri partiti) sia per lo spazio che ha saputo conquistarsi sui media. Non meno importante e forte è la presenza su internet e social: il sito istituzionale www.movimentoanimalista.it e una miriade di pagine sui social network, che danno voce alle articolazioni locali del Movimento e allo stesso tempo «fanno rete» nel diffondere il messaggio.