12 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Terremoti

L'Istituto nazionale di Geofisica: «In futuro i terremoti si potranno prevedere»

Si potranno prevedere i terremoti? Per L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia in futuro è possibile. Ecco in che modo e a quali condizioni

ROMA - Si potranno prevedere i terremoti? Per L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia in futuro «Sì». O quantomeno «è il momento di provarci»«Sicuramente in questo momento i terremoti non sono prevedibili, e rimarranno non prevedibili sicuramente per molto tempo; molti ricercatori in sismologia ritengono che i terremoti non saranno mai prevedibili, ma c'è una parte della comunità scientifica, una parte significativa, di cui io faccio parte che pensa che i terremoti saranno prevedibili»: così Antonio Piersanti, sismologo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che oggi, ad un anno dal sima del 24 agosto dell'Italia centrale ha aperto le porte per illustrare gli studi e le analisi svolte.

Segnali della terra
«Lo pensiamo - spiega - perché la terra invia una serie di segnali prima di qualsiasi accadimento di origine naturale, lo fa prima di un'eruzione e anche prima dei terremoti, il problema è che è molto difficile misurare questi segnali e quando ci abbiamo provato, impegnando tutte le nostre forze, alla fine degli anni 70, non eravamo pronti: il livello tecnologico della strumentazione sul campo e la capacità di calcolo in remoto erano assolutamente troppo basse». E quel fallimento che ha durissimamente colpito la comunità sismologica, spiega, ha avuto effetti che si ripercuotono ancora oggi, ma adesso «è il momento di riprendere questa battaglia». Che «la scienza non ti dice i risultati che raggiungerai ma ti dice che puoi provare a farlo; se ci riusciremo lo vedremo tra dieci, venti, cento anni». E «la raccolta dati è un aspetto fondamentale per qualsiasi ricerca sul terremoto e in particolare per la ricerca sulla previsione dei terremoti, ed è uno degli aspetti in cui l'Ingv eccelle».